Lutto
Traffico internazionale di farmaci rubati: anche un lucchese tra gli arrestati
Nei guai un responsabile commerciale di 37 anni. Nella rete dei carabinieri sono finiti farmacisti, titolari e addetti di società di commercio all'ingrosso, agenti e autotrasporatori. Sequestri per 26 milioni di euro tra prodotti e beni
LUCCA. C'è anche una persona residente a Lucca fra gli arrestati dai carabinieri del Nas di Milano nell'ambito dell'operazione in cui sono finite in manette 19 persone, responsabili di associazione a delinquere finalizzata a ricettazione, riciclaggio e commercio internazionale di farmaci rubati. I militari hanno eseguito un sequestro di medicinali per circa 3 milioni di euro e un sequestro di beni per circa 23 milioni.
L'arrestato è Matteo Gavini, attualmente responsabile commerciale per una farmacia della zona di Lucca. Che, però, è finito nei guai per la sua attività precedente: fino al 2013, infatti, Gavini ha ricoperto il ruolo di responsabile commerciale per un'azienda farmaceutica di Genova, sua città natale. L'accusa nei suoi confronti è quella di associazione per delinquere finalizzata al furto di farmaci ad alto costo: l'obiettivo era riciclare i medicinali per guadarci su. Il riciclaggio, secondo l'indagine del Nas di Milano, guidata dal capitano Paolo Belgi, avveniva tramite cartiere, dislocate a Londra, Malta, Belize (dove c'era la sede legale) e la Svizzera, fondate e complici dell'associazione per delinquere, che avevano lo scopo di stampare nuove scatole ed etichette per "ripulire" i farmaci. Una volta sistemati, i "nuovi" medicinali, secondo i carabinieri, venivano venduti in Germania, in Bulgaria e in altri mercati dove quel tipo di prodotto costa di più. I soldi poi ricavati venivano depositati in conti svizzeri, scovati sempre dal Nas.
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Gavini, incensurato e abitante in Borgo Giannotti, è finito in manette nella giornata di lunedì insieme ad altri farmacisti, titolari ed addetti di società di commercio all'ingrosso di farmaci, agenti di commercio e autotrasportatori tra Lombardia, Liguria, Campania, Calabria e Sicilia.
L'indagine del Nas è partita nel 2011 in seguito a una segnalazione, ma all'epoca l'associazione per delinquere secondo quanto emerso dall'indagine era già attiva da almeno un anno.
I DETTAGLI DELL'INDAGINE
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