Il Tirreno

Toscana

Rossi minaccia le vie legali contro Enac per la pista di Firenze

Mario Lancisi

Rossi e l'assessore all'urbanistica Anna Marson infuriati perché Enac ha promesso una Via per la nuova pista di Peretola per 2400 mentre secondo il Pit approvato nel luglio scorso dovrebbe essere di 2mila metri

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Dopo il piano del paesaggio si apre un altro fronte di battaglia per l’assessore all’urbanistica Anna Marson: quello della nuova pista di Peretola. O meglio si riapre perché il contenzioso è vecchio. Per il Pit approvato dalla Regione la nuova pista dovrebbe essere di 2mila metri. Per Adf, la società dello scalo fiorentino, e per Enac, l’ente che regola l’aviazione civile, i metri devono invece essere 2400.
Dove sta la novità? Che Enac ha avviato la Valutazione d’impatto ambientale (in sigla: Via) per la realizzazione della nuova pista da 2.400 nell’aeroporto di Firenze. Secondo quanto reso noto in occasione della presentazione dei risultati dello Studio d’impatto ambientale realizzato per Adf, il procedimento di Via terminerà entro i termini di legge, con 60 giorni per far pervenire i pareri e le osservazioni e 150 per chiudere l'intero procedimento, a cui seguirà la Conferenza dei Servizi sulla compatibilità urbanistica.
La Marson ha preso questa decisione come uno schiaffo. E non è l’unica in Regione. Dopo anni di polemica, nel luglio scorso il consiglio regionale approva la variante al Pit, che prevede la costruzione di una nuova pista di 2mila metri. L’Enac impugna il Pit e decide di chiedere la Via su una pista di 2400 metri. Roma sconfessa Firenze e tutto il castello di equilibri politici creati dal presidente della giunta Rossi. Come è noto, infatti, la Piana fiorentina e anche Pisa hanno sempre visto di cattivo occhio la costruzione di una nuova pista, parallela all’autostrada. La stessa Marson non ha mai nascosto le sue perplessità. Alla fine il compromesso imposto da Rossi: sì alla nuova pista, ma lunga fino a 2mila metri. E se il governo dovesse cambiare e imporre una pista di 2400 metri, chiedemmo alla Marson, subito dopo l’approvazione del Pit, a luglio. «Le forze in campo potrebbero, come avviene purtroppo spesso nel nostro Paese, cambiare le regole del gioco a partita già iniziata. Sarebbe un grave strappo nei rapporti tra Stato e Regione per quanto riguarda le competenze concorrenti in materia di governo del territorio. Anche se purtroppo siamo in un tempo dai tanti strappi».
Ecco lo strappo è avvenuto. A torto o a ragione perché come nota il parlamentare pisano Paolo Fontanelli «Enac aveva avvisato la Regione che la pista per ragioni di sicurezza deve essere di 2400 metri. La Regione ha replicato che non è vero. Ma tra Enac e Regione qualcuno dice una cosa non vera».
Se la Marson è scossa e di cattivo umore per la Via decisa da Enac e annunciata da Adf presieduta dal renziano Marco Carrai, il presidente Rossi risponde laconico ma bellicoso: «La Regione ha deciso che la pista deve essere di 2mila metri. Tocca al governo dire e motivare che invece è di competenza Enac. Ovviamente anche in sede legale».
Insomma la Regione rivendica le proprie competenze e, annuncia Rossi, è disposta a far vale le proprie ragioni anche davanti al Tar e al Consiglio di Stato. E mentre Vito Riggio, presidente di Enac, auspica che la nuova pista possa essere costruita entro il 2017, ecco che sui tempi incombe la prospettiva di una “guerra” legale sul numero dei metri della pista.
Ma c’è un altro aspetto che ha fatto infuriare la Regione. Il fatto che la Via prevede che ci siano 60 giorni per presentare osservazioni. Al varo del Pit fu preso l’impegno di un dibattito pubblico. Ma si sta per entrare in un periodo di campagna elettorale e quindi il dibattito non ci sarà. Così come il parere obbligatorio della Regione arriverà con la nuova giunta. Quando non ci sarà più la Marson con le sue posizioni ritenute scomode.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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