Il dolore
Irene Focardi, arrestato il compagno
Il giallo della ragazza fiorentina scomparsa il 3 febbraio: il suo ex è finito in carcere, l'accusa è di omicidio
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11156725:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/04/01/news/il-furore-primitivo-dell-uomo-senza-coraggio-1.11156725]]FIRENZE. Davide Di Martino, il compagno di Irene Focardi, l'ex modella fiorentina scomparsa dal 3 febbraio, è finito in carcere con l'accusa di omicidio. Per l'uomo il pm ha firmato il decreto di fermo. Il cadavere della donna è stato trovato domenica dentro un sacco nero, in un fosso vicino all'abitazione di Di Martino.
Davide Di Martino si trovava già ai domiciliari per scontare una pena a tre anni e nove mesi per maltrattamenti. Il processo era nato proprio dalle violenze subite da Irene. Nonostante questo, i due avevano continuato a frequentarsi. Quando l'autopsia ha confermato che il cadavere trovato domenica era quello di Irene, la casa di Di Martino è stata a lungo perquisita dagli uomini della mobile e della scientifica della questura di Firenze. Nella notte è poi scattato il fermo. Di Martino si trova adesso nel carcere di Sollicciano.
Nell'abitazione di Di Martino sono stati trovati dei sacchi neri simili a quello dove era stato riposto il corpo di Irene Focardi. È uno dei dettagli delle indagini che emergono in queste ore. Per l'arresto, gli inquirenti hanno valutato anche il tipo di lesioni trovate sul cadavere - le indiscrezioni trapelate parlavano di fratture al cranio e alle costole - e i precedenti fra i due. L'uomo "non ha confessato", "si è chiuso in se stesso", "aspettiamo la convalida del gip e l'interrogatorio", ha spiegato il procuratore di Firenze, Giuseppe Creazzo.
Secondo il procuratore Creazzo ci sono "gravi indizi di colpevolezza" a carico di Davide Di Martino. "Ci sono stati riscontri investigativi, rinvenimenti e testimonianze a suo carico" - ha detto il procuratore - Il cadavere di Irene Focardi ha il cranio sfondato e altri gravissimi traumi che hanno dato esito mortale ma ci sono segni sul corpo anche di arma da taglio e stiamo cercando un coltello di piccole dimensioni".
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L'ipotesi degli inquirenti è infatti quella che Irene sia stata massacrata di botte dall'ex compagno per motivi di gelosia, forse per aver osato confessargli di aver incontrato un suo ex mentre andava a casa da lui. Secondo quanto ricostruito, la sera della sua scomparsa, il 3 febbraio scorso, Irene ricevette un messaggio da Di Martino sul cellulare della madre in cui l'uomo le chiedeva di raggiungerla.
La donna sarebbe uscita dirigendosi verso l'abitazione del compagno ma lungo la strada avrebbe scambiato alcune parole con un conoscente col quale in passato aveva avuto una relazione. Poche ore dopo, a casa del compagno la lite che secondo l'ipotesi dell'accusa sarebbe scaturita dall'aver raccontato di questo incontro ed è degenerata nell'uccisione della donna, picchiata brutalmente, colpita con un oggetto contundente imprecisato e ferita alla schiena con un coltello. La sera della scomparsa di Irene il cellulare di Di Martino cessò di funzionare. Lui disse alla polizia di averlo distrutto perché innervosito dal fatto che la donna non era andata a trovarlo. Ma secondo quanto accertato dagli agenti della squadra mobile la scheda telefonica fu trasferita su un altro cellulare di proprietà di Di Martino ma da tempo in uso a Irene Focardi.
NEL SACCO I CALZINI DI DI MARTINO
Nel sacco di plastica nero in cui c'era il cadavere di Irene Focardi c'erano dei calzini dello stesso modello e della stessa taglia di quelli usati dal compagno Davide Di Martino. Secondo gli investigatori per disfarsi del cadavere Di Martino ha usato un sacco di quelli che utilizza abitualmente per riporre la biancheria sporca dimenticandovi, all'interno, i calzini. E nella perquisizione dell'abitazione di Di Martino la polizia ha sequestrato dei calzini identici per modello, taglia e tessuto. Gli agenti li hanno trovati in un sacco identico a quello che è stato usato per occultare il cadavere. Tra gli altri oggetti sequestrati, ci sono un coprimaterasso che non era stato trovato nelle precedenti perquisizioni, e una maglietta bianca con tracce ematiche latenti.
UN TESTIMONE VIDE DI MARTINO TRASCINARE IL SACCO
Un testimone vide Davide Di Martino trascinare un sacco nero di plastica fuori dalla sua abitazione proprio in direzione del fosso scolmatore dove è stato trovato il cadavere della donna. In base al racconto, per un tratto Di Martino fu aiutato da una persona incontrata in strada. Il testimone si è recato in questura per denunciare il fatto dopo il ritrovamento del cadavere.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, dopo aver ucciso Irene Focardi, probabilmente al culmine di una lite per motivi di gelosia, Di Martino avrebbe nascosto il cadavere in cantina per alcuni giorni, decidendo in un secondo momento di gettarlo nel fosso. Il testimone ha riferito infatti di averlo incontrato nel seminterrato del palazzo dove si trovano le cantine. In base al racconto Di Martino era in stato confusionale, dovuto forse all'assunzione di alcol o farmaci, e accanto a sé aveva un grosso sacco nero da cui emanava un fetore pungente. L'uomo, spaventato, uscì dalle cantine e tornò in casa della madre. Da qui si affacciò alla finestra e vide Di Martino uscire dalla porta posteriore dello stabile trascinando a fatica il sacco sul prato davanti al condominio, fino a via Lazio, a pochi metri dal fosso dove stato trovato il cadavere di Irene Focardi. Sempre secondo il racconto, Di Martino prima di scomparire dalla visuale del testimone fu aiutato da un'altra persona ad attraversare col sacco la strada in direzione del fosso.
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