Il dolore
Expo, logo senza la Torre. Il designer: sì, è un errore
La Toscana è rappresentata dalla Cupola del Brunelleschi e Filippeschi s'arrabbia: "È il nostro monumento più famoso nel mondo, perché questo autogol?". Intanto l'architetto milanese che ha ideato il simbolo si scusa: "Ho mandato molti schizzi, forse si può ancora rimediare"
«Do perfettamente ragione al sindaco di Pisa». Alessandro Mendini non ci pensa un attimo. La voce ha una nota scherzosa, ma l'architetto insignito anche del "Compasso d'oro", il maggior riconoscimento mondiale per il design industriale, sa che la questione è seria. Nel logo Expo 2015 la Toscana è rappresentata dalla Cupola del Brunelleschi, non dalla Torre di Pisa. Due monumenti di straordinaria bellezza, con una sola differenza: uno lo conoscono in pochi, l'altro è noto in tutto il mondo. Mendini - ideatore della "poltrona di Proust, griffe di Alessi, Cartier, Swatch, Swarovski - che ha disegnato il logo, non lo nega. Una verifica banale sul web lo conferma. La prima è di Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, appunto: inserendo in inglese la ricerca grossolana "Torre di Pisa" (leaning tower of Pisa, torre pendente) su Internet escono 918.000 voci; inserendo "Brunelleschi's dome" - cupola del Brunelleschi - le voci sono 133.000. Scegliendo un altro monumento di Firenze, il David di Michelangelo, invece, in inglese (Michelangelo's David) escono oltre mezzo milione di link.
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Architetto Mendini, a fronte di queste cifre, di questa verifica anche un po' grossolana, sembra che la Cupola del Brunelleschi non sia proprio l'immagine più nota della Toscana nel mondo. Questa la critica che le muove il sindaco di Pisa.
«Lo confermo: do perfettamente ragione al sindaco di Pisa. E forse sono anche un po' nei guai».
Scusi, ma perché allora ha scelto questa immagine per rappresentare la Toscana all’Expo?
«Mi sembrava la più grande architettura toscana, una specie di madre che potesse contenerle tutte. Ecco sì, una madre per questo suo senso, sua capacità di accoglienza».
Però almeno il marketing spicciolo, quello della rete, sembra contraddirlo: perfino il David di Michelangelo, almeno in inglese, ha più citazioni della Cupola del Brunelleschi.
«In realtà avevo pensato anche al David di Michelangelo, ma ho rinunciato perché è una figura molto difficile da rendere in una grafica. Crearne una silhouette è complesso, direi quasi impossibile. Tuttavia...».
Tuttavia?
«Posso comunicare queste perplessità a chi mi ha scelto per disegnare il marchio di Toscana Expo 2015».
Pensa che si possa ancora intervenire?
«Io avevo preparato per la committenza una serie di piccoli schizzi che rappresentassero la Toscana con la velocità del lampo e a loro li ho mandati. Questi simboli della regione, che erano disegni suddivisi, sono stati approvati e usati spezzettati, separati. Rispetto alle scelte, poi, oltre non so dire».
Fra questi schizzi c'era anche la Torre di Pisa?
«Ne ho presentati davvero molti. A livello subliminale mi sento di rispondere di sì: il mio subcosciente mi dice che sì, ho preparato anche la Torre di Pisa. Fra le immagini inviate, ad esempio, c'era anche una visione dall'alto di piazza del Campo a Siena, la piazza del Palio. Era un'immagine di architettura un po' complessa, forse».
Architetto, lei ci parla di un lavoro elaborato in tempi rapidi. Quanto rapidi, scusi?
«Anche se non posso essere proprio preciso, diciamo che sono stato contattato circa una ventina di giorni fa (a poco più di due mesi dall'apertura dell'Expo) e all'interno di un weekend è stato deciso più o meno tutto».
Ma chi è la committenza?
«Un ufficio, non so se di consulenti o di coordinamento, che ha come riferimento anche la Regione Toscana (Toscana promozione e l'assessorato all'agricoltura, secondo quanto si ricava da una conferenza stampa di alcuni giorni fa)».
Forse proprio gli uffici regionali potevano dare direttive più precise.
«Devo ammettere che io per primo ho pensato a mettere in primo piano Firenze, come riferimento al fatto che è la capitale della Toscana»".
Alla luce delle polemiche che sta suscitando la sua scelta, che cosa ne pensa della decisione assunta? «Mi cospargo il capo di cenere. E ribadisco il mio impegno a segnalare la questione a chi mi ha commissionato il lavoro».
Polemica sulla mancanza della Torre di Pisa nel logo della Toscana all'Expo. Il Buongiorno Toscana della nostra giornalista Ilaria Bonuccelli
Posted by Il Tirreno on Domenica 29 marzo 2015
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