Una vacanza in Toscana per il copilota della strage dell'Airbus, ma è una bufala
La notizia è stata riportata dal quotidiano "Corriere di Siena" che poche ore dopo ha smentito spiegando che, come riporta il "Ticinonline" "c'è stato uno scambio di persona"
SIENA. Andreas Lubitz, il "copilota che ha provocato lo schianto dell'Airbus Germanwings" nelle Alpi francesi, causando la morte di 148 persone, era fidanzato con una ragazza italiana. I due, come riporta il "Corriere di Siena", l'8 novembre erano stati in vacanza nella città del Palio. Ma poche ore dopo la notizia si è rivelata una bufala. A ingannare sarebbe stato uno scatto in cui è ritratto un uomo somigliante al copilota. Lo stesso Corriere di Siena poche ore dopo ha smentito la notizia dicendo che in realtà, come riporta il Ticinonline "c'è stato uno scambio di persona".
Il giovane pilota aveva 28 anni ed era ritenuto molto brillante, tanto da aver ricevuto nel 2013 il Certificato di Eccellenza della FAA - la Federal Aviation Administration, l'ente che regola l'aviazione Usa. Era originario di Montabaur (Renania-Palatinato) e di nazionalità tedesca. Dopo aver concluso il suo training presso il centro Lufthansa di Brema, Lubitz ha iniziato a volare con la divisione low-cost della compagnia di bandiera tedesca nel settembre del 2013. Le autorità di Berlino, dopo la notizia dello schianto, hanno subito condotto delle ricerche sul background dei piloti e dell'equipaggio senza però trovare "nulla di rilevante". Lo ha confermato lo stesso ministro dell'Interno Thomas de Maiziere.
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Intanto però emergono nuovi elementi dalle testimonianze di chi lo consceva. La madre di una compagna di scuola di Andreas ha riferito alla Faz che il giovane aveva sospeso l'addestramento aeronautico "per depressione". "Era un bravo ragazzo, di buona famiglia", ha raccontato la donna al quotidiano tedesco, "ma aveva avuto una fase di 'burnout' (esaurimento da stress, ndr), di depressione". A confermare una breve interruzione dell'addestramento del co-pilota era stato l'ad di Lufthansa, Carsten Spohr, che non aveva però fornito le motivazioni, ma aveva assicurato che Lubitz aveva superato "tutti i test fisici e psicologici".
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