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Tumori delle ovaie, si rischia un nuovo effetto Jolie

Tumori delle ovaie, si rischia un nuovo effetto Jolie

I medici mettono in guardia dalle emulazioni dell'attrice americana. E rivolgono un messaggio alle donne: "Esistono valide alternative all'asportazione"

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"Un impatto sul comportamento delle donne c'è, una storia come quella dell'attrice rende molto più facile fare una scelta simile - spiega Mazzocco, che lavora proprio con pazienti che come la Jolie hanno un rischio aumentato di tumore -. Proprio a seguito della vicenda c'è stato un incremento notevole nel numero di donne anche giovanissime che scelgono di fare il test genetico e poi l'intervento. Ci vorrebbe un testimonial forte per la sorveglianza attiva, che è dimostrato che è altrettanto efficace, anche se sarebbe difficile trovarne uno 'perfetto' come la Jolie".

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.11108151:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/03/24/news/angelina-jolie-si-fa-asportare-anche-le-ovaie-per-paura-del-cancro-1.11108151]]Il punto centrale, spiega l'esperta, è far accettare alla paziente la convivenza con il rischio. "Molte dicono 'non voglio vivere con quest'ansia, non voglio andare a letto con la paura di avere un tumorè - sottolinea Mazzocco -. Ora stiamo cercando, anche con uno studio incentrato su questo tema, di trovare modalità per far decidere le donne in modo meno emotivo, e per far capire loro che si ha una mutazione, non si ha un tumore". I livelli di rischio, sottolinea Carmine Pinto, presidente dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), sono diversi anche in chi ha la mutazione.

"Bisogna tener conto di diversi fattori, a partire da quanto il gene mutato è espresso, e solo dopo il counseling genetico prendere una decisione - spiega -. Da una parte c'è la scelta della Jolie, quella più estrema, ma ci si può sottoporre a controlli periodici per scoprire sul nascere eventuali tumori. Secondo l'esperto è fondamentale come si dà la notizia del rischio alla paziente.

"Serve una cultura del counseling genetico, per cui in Italia siamo ancora indietro, e l'associazione sta lavorando a dei corsi sul tema - afferma -. Il test del Dna comunque non è per tutte le donne, ma solo per chi ha avuto un tumore al seno da giovane, o ha una forte familiarità, come dicono tutte le linee guida. Bisogna valutare bene i fattori di rischio prima di sottoporsi al test".

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