Il dolore
Sconto di pena a un detenuto perché la cella è troppo piccola
L'uomo ha ottenuto la scarcerazione anticipata di 40 giorni e un risarcimento di quasi 4.000 euro dallo Stato perché ha trascorso 880 giorni in una cella con spazi inferiori a 4 metri quadrati per ciascun recluso
FIRENZE. Rappresenta un "barlume di lucidità" la vicenda di un detenuto del carcere fiorentino di Sollicciano che ha ottenuto la scarcerazione anticipata di 40 giorni e un risarcimento di quasi 4.000 euro dallo Stato perché ha trascorso 880 giorni in una cella con spazi inferiori a 4 metri quadrati per ciascun recluso. La notizia della decisione del giudice del tribunale di sorveglianza che ha accolto il ricorso del detenuto pubblicata martedì 24 su Repubblica-Firenze. Per Maurizio Buzzegoli e Massimo Lensi, rispettivamente segretario e presidente dell'Associazione radicale fiorentina "Andrea Tamburi", l'ordinanza della dottoressa Susanna Raimondo che riconosce Sollicciano come un luogo dove un detenuto ha subito detenzione "inumana e degradante" rappresenta un barlume di lucidità nella giustizia italiana: speriamo che a questa sentenza ne seguano altre e che si riesca a compensare la totale inerzia delle Istituzioni, nazionali e locali. La segretaria di Radicali Italiani, Rita Bernardini - ricordano in una nota - in sciopero della fame proprio per ricordare il messaggio alle Camere del Presidente Napolitano. "La mia - spiega il detenuto al quotidiano - non è stata una detenzione ma una segregazione. Niente libertà di movimento, in tre in una cella di neppure 12 metri quadrati. L'acqua che filtra dal terrazzino, fredda d'inverno e bollente d'estate: fino a 50 guadi, non puoi appoggiarti al muro".
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