A Pistoia debutta il re delle risse Nba
Ron Artest, 36 anni, oggi si fa chiamare Metta World Peace: lo ha preso Cantù, lunedì ospite della Tesi
PISTOIA. «Cantù? Where is Cantù?». E, come succede agli americani che arrivano per la prima volta in Italia gli avrà detto che è vicino a Milano, città nella quale ci si può divertire anche lontano dal parquet. Chissà se sarà iniziata così la storia d’amore fra la Pallacanestro Cantù, una delle società più gloriose del basket italiano e che fa ribollire di passione una città all’interno del mitico “Pianella”, e Ron Artest, uno dei giocatori Nba più forti dell’ultimo decennio.
Vincitore dell’anello nel 2010 con i Lakers grazie ad un suo canestro decisivo in gara-7 contro i Boston Celtics ad un secondo dalla fine. Adesso le sue generalità riconosciute anche negli States sono Metta World Peace, perché con quel nome «si può parlare di pace e di bene nel mondo», disse Artest al momento del cambio, tanto per far capire il tipo di personaggio in questione.
La trattativa. Una mossa suggestiva che viaggia molto al limite fra sport e marketing, a vantaggio del secondo, e che accenderebbe in maniera incredibile i riflettori sulla Serie A di basket. Cantù, dalla scorsa settimana, ha bisogno di una nuova ala-forte dopo il taglio di Damien Hollis (passato in Grecia) ed ecco spuntare questa pista suggestiva. Metta World Peace sabato ha twittato “Cantu”, senza accento, ed in serata ha rincarato la dose con l’espressione “Can Too”, anche io posso, che leggendola però dallo stesso risultato della cittadina brianzola.
La trattativa è in dirittura d’arrivo ed il suo debutto, dopo aver giocato 8 mesi nel campionato cinese, potrebbe avvenire lunedì prossimo quando l’Acqua Vitasnella Cantù giocherà al PalaCarrara contro Pistoia in uno scontro diretto per l’accesso ai playoff. Il personaggio. Ron Artest è conosciuto anche per tutto quel che ha combinato dentro e fuori il parquet. Fin da giovane ha lottato con problemi mentali che lo hanno portato ad essere anche violento e sopra le righe. Nel primo anno di Nba, ai Bulls, ha apertamente dichiarato che negli intervalli dei match negli spogliatoi per reintegrare beveva cognac, ma la “scena madre” fu nel 2004 quando in Pacers-Pistons dette vita ad una scazzottata con Ben Wallace e da lì la rissa si spostò addirittura sugli spalti con tifosi avversari stesi, qualsiasi tipo di oggetto volato in campo ed alla fine ben 73 giornate di squalifica per Artest. Passato ai Lakers, e già con il nome di Metta World Peace, eccolo di nuovo in azione quando stende con una gomitata James Harden, apparentemente senza senso. Ma altre perle della sua vita parlano anche di quando fu sospeso dai Pacers perché, nel bel mezzo della stagione, chiese un mese di vacanza perché doveva incidere un disco. Adesso combatte un’altra battaglia, quella per la sopravvivenza dei Panda tanto che in Cina è sempre sceso in campo con calzini disegnati a forma del simpatico animale. I numeri.
36 anni da compiere, Metta World Peace è un’ala di 208 centimetri per 118 chilogrammi che ha alle spalla qualcosa come 15 stagioni Nba: Chicago, Indiana, Sacramento, Houston, LA Lakers e New York con il titolo Nba conquistato al fianco di Kobe Bryant nel 2010. Più volte nominato miglior difensore, ha segnato poco meno di 13.000 punti. Dalla scorsa estate è andato in Cina e se ha un minimo di forma può essere la stella assoluta. Saverio Melegari
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