Toscana
I toscani nell'inferno di Tunisi: «Così siamo precipitati dalla vacanza al terrore»
Il racconto di tre coppie di Grosseto e Cascina. Gli operatori: colpo al turismo. E un imprenditore pratese che vive in Nordafrica: "Un atto organizzato per creare apprensione in Europa. Ma io non ho paura"
Spari in lontananza, un porto dove regna la più grande confusione, misure eccezionali non solo nell’area di attracco e in tutto lo scalo, ma anche a bordo della nave. È in questo clima da stato di guerra che Sergio Papini ha affidato nel tardo pomeriggio di mercoledì 18, erano le 18,30, un messaggio rassicurante al più famoso dei social network: «Per tutti gli amici di Facebook: noi stiamo bene. Al porto c’è molta confusione, sappiamo che ci sono ostaggi, ma non ci dicono niente. Si sente sparare in lontananza. Noi stiamo bene».
Sergio, 45 anni, grossetano, era a bordo proprio della Costa Fascinosa insieme alla moglie Roberta Rosi e ad un’altra coppia di amici, tutti più o meno della stessa età: avevano comprato la sospirata crociera dall’Agenzia di viaggi Spostamenti Tour con sede nel centro della sua città e, a quel che sembra, se la volevano gustare veramente fino in fondo per l’aspetto principale e cioè il viaggio per mare.
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Insomma, quando a Tunisi si è scatenato l’inferno che ha coinvolto anche tre pullman di escursionisti scesi dalla “love boat” italiana per visitare la parte storica della città e il museo del Bardo, loro infatti stavano godendosi la vita di bordo in attesa della partenza che sarebbe dovuta avvenire alle 20 e che invece, come ha annunciato nella tarda serata il comandante Ignazio Giardina, partirà giovedì 19. Decisione presa in nome della sicurezza «per dare - come ha sottolineato lo stesso Giardina - maggiore tranquillità a tutti», ma che probabilmente non consentirà il rispetto dell’itinerario che aveva preso il via domenica scorsa da Savona e che, dopo aver toccato Civitavecchia, Palermo e appunto Tunisi, domani prevedeva una sosta alle Baleari, sabato a Marsiglia e domenica il rientro in Liguria.
FOTO. Da Facebook le coppie grossetane in crociera
Ma l’attacco terroristico ha sorpreso anche un’altra coppia toscana: Nicola Di Vita e sua moglie avevano acquistato il “pacchetto” offerta dalla Costa presso l’agenzia Voce Viaggi di Cascina, la città dove risiedono. Loro però non erano rimasti a godersi un po’ di riposo, ma avevano scelto di effettuare un’escursione, anche se con una diversa destinazione. «Non ci siamo accorti di niente fino a quando non siamo rientrati a bordo ed abbiamo visto una certa confusione», ha raccontato Di Vita». Appresa la notizia, è partita subito una telefonata per rassicurare la famiglia. In porto, tra l’altro, era ormeggiata anche la Msc Splendida dove però gli italiani nella tarda serata di ieri erano tutti rientrati e stavano bene.
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Sempre da Tunisi, ma stavolta dalla terraferma, arriva invece forte e chiara la voce di Giacomo Fiaschi, imprenditore 65enne di Prato, che da vent’anni vive in quel paese così vicino geograficamente, ma molto lontano dal punto di vista religioso e culturale. Il suo lavoro consiste nel fornire consulenze alle aziende italiane che vogliono espandersi appunto in Tunisia e, di conseguenza, ne conosce molto bene l’aspetto economico. «Questo attentato ha secondo me l’obiettivo di creare allarmismo soprattutto in Europa - commenta - e non è un caso che si sia scelto il museo del Brado, cioè uno dei più belli del mondo. Si tratta di un incidente che non ha esattamente le caratteristiche del terrorismo islamico, ma che mette proprio i turisti al centro del mirino, cioè la seconda risorsa dell’intero paese. È sicuramente una mia opinione personale, ma credo che sarà molto difficile che un episodio del genere si ripeta. Io comunque non ho paura, o comunque non più di una visita a Roma o a Parigi».
AUDIO. L'imprenditore pratese: "Un avvertimento all'Europa" (intervista di Stefano Bartoli)
Preoccupazione, quella riguardante il turismo, sollevata anche da Jacopo De Ria, presidente toscano della Fiavet, la federazione degli agenti di viaggio: «Dopo i problemi e gli scontri politici, in Tunisia c’era finalmente un po’ di stabilità - commenta -, con il 2015 che stava andando bene, grazie alla vicinanza ed ai costi accessibili. Sicuramente ora non mancheranno le ripercussioni».
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