Il Tirreno

Toscana

Sedici scuole toscane potrebbero restare senza dirigenti scolastici

Samuele Bartolini
Un'immagine della protesta dei dirigenti scolastici
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Un'immagine della protesta dei dirigenti scolastici

Presidio a Firenze e incontro all'Ufficio scolastico regionale: in 16 non ammessi all'orale nella ricorrezione del concorso. E si preannuncia una nuova battaglia legale

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FIRENZE. Dal 1º settembre di quest'anno sedici scuole toscane potrebbero ritrovarsi senza preside. La ricorrezione degli scritti di un concorso per dirigente che si trascina dal 2011 non ha ammesso agli orali 16 presidi.
Un concorso regolarmente vinto, ma in parte annullato a causa di un errore formale nella procedura di sostituzione di un presidente di commissione.
Ma i dirigenti non ci stanno e minacciano di andare davanti al giudice del lavoro e al Tar. Le scuole che potrebbero essere colpite dalla decadenza dei presidi sono: l'istituto comprensivo Benedetto Brin di Livorno, il comprensivo di San Casciano, il comprensivo di Castelfiorentino, la scuola media Giovanni Fattori di Rosignano Solvay, l'istituto tecnico Filippo Pacini di Pistoia, l'istituto professionale Peano di Firenze, la direzione didattica di Empoli. Poi ci sono altre scuole di Lucca e Arezzo.

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L'incontro all'ufficio scolastico regionale. Questa mattina, mercoledì 18 marzo, si è tenuto un incontro all'Ufficio scolastico regionale di Firenze. Il sindacato Fp-Cgil Toscana, in rappresentanza dei presidi, ha chiesto una risposta politica del governo: chi ha vinto il concorso ed è in servizio, gli si faccia fare una prova confermativa; quelli idonei non in servizio, una prova più complessa; quelli non idonei, che rifacciano il concorso.
Intanto l'ufficio scolastico regionale manderà un documento al ministero dove metterà nero su bianco il lavoro svolto dai 16 dirigenti in questi anni. Saranno messe in discussione nel merito le scelte della nuova commissione e, se il ministero non risponderà, Fp-Cgil e l'associazione nazionale dei presidi sosterranno con i loro avvocati la raffica di ricorsi penali e civili pronti a scattare.

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Alcune storie. Il preside pro-tempore dell'istituto tecnico di Pistoia, Carlo Rai, racconta: «A livello umano non posso che esprimere tutta la mia sofferenza perché sono consapevole di essere incolpevole di errori compiuti da altri. Non è giusto che sbagli l'amministrazione e siamo noi cittadini a subirne le conseguenze».

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Sulla stessa lunghezza d'onda l'altro preside pro-tempore Gabriele Marini, in servizio all'istituto comprensivo di Castelfiorentino: «Qualcuno si deve prendere la responsabilità dei danni che sono stati fatti a noi. E' l'amministrazione che ci ha chiamati su una graduatoria di merito». E il gruppo di dirigenti non vuole fare la fine di subire sia il danno che la beffa.
 

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