Gian Carlo Caselli contestato per le inchieste no-tav rinuncia alla lezione antimafia all'Università
Il giudice atteso all'Università di Firenze rinuncia per le contestazioni di un collettivo studentesco. Sui volantini si legge che è inviso per le indagini sui no-tav. L'ex procuratore: "Come gli squadristi". La solidarietà della Sinistra universitaria e dell'associazione Libera. Il Senato accademico: l'Università deve essere uno spazio libero
FIRENZE. Gian Carlo Caselli ospite sgradito. L'incontro con il magistrato programmato alla facoltà di Scienze politiche dell'Università di Firenze salta per una contestazione annunciata dal Collettivo di Scienze politiche. E così all'ex capo della Procura di Torino arriva non solo la solidarietà del Senato accademico, ma anche quella degli studenti della Sinistra universitaria e dei sostenitori dell'associazione antimafia Libera - organizzatori della lezione saltata - che questa mattina per protesta hanno realizzato un flash mob per Caselli.
SGRADITO PER LE INCHIESTE SUI NO TAV. L'ex procuratore capo di Torino ha disertato l'incontro previsto per mercoledì 11 all'università di Firenze, organizzato da Sinistra Universitaria e da Libera, dopo le proteste del Collettivo di Scienze politiche che ha indetto un presidio e minacciato di non far parlare il magistrato definendolo un "personaggio assolutamente sgradito" per via delle inchieste sui No Tav. Quella di Caselli è stata una scelta personale per evitare che gli organizzatori e gli studenti "si ritrovassero in mezzo a situazioni molto spiacevoli di intolleranza provocate da qualche facinoroso". "Avevo programmato di partecipare a una iniziativa di Libera all'università di Firenze - ha spiegato Caselli - anche in preparazione della giornata nazionale della memoria e dell'impegno del 21 marzo. Un sedicente Collettivo di Scienze Politiche di Firenze si è messo di traverso scrivendo sul web che non mi vuole all'Università perché sono un nemico e darmi la parola sarebbe una provocazione".
I VOLANTINI: "MAGISTRATO IN PRIMA LINEA NELLA REPRESSIONE". Nei giorni scorsi erano comparsi volantini appesi ai muri dell'università, scritte sui muri e documenti girati sul web: tutto questo ha probabilmente convinto Caselli, 75 anni, alessandrino, già a capo del pool antiterrorismo, procuratore capo a Palermo, direttore del dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e poi capo della procura di Torino, a cancellare l'incontro. In un documento che si può trovare sul web Caselli viene definito "in prima linea nella repressione dei movimenti sociali di operai, studenti e contadini che nell'Italia degli anni Sessanta e Settanta rivendicavano un cambiamento rivoluzionario verso una società più giusta. Dirigendo il cosiddetto pool anti-terrorismo Caselli diventa tassello importante della macchina repressiva dello Stato". Sui manifesti appesi all'Università si legge anche "Caselli boia dei movimenti sociali e nemico dei lavoratori".
CASELLI: "COMPORTAMENTI SQUADRISTI". L'ex procuratore di Torino, Giancarlo Caselli, ha parlato di "intimidazioni e comportamenti incivili, compatibili forse con lo squadrismo ma di certo non con la democrazia" in un intervento sulla Stampa. Leggendo il volantino del Collettivo "ho capito alcune cose che mi erano sfuggite", scrive Caselli, che elenca tre punti.
- Primo, "contrastare fino a sconfiggere i criminali delle Brigate rosse e di Prima linea che hanno insanguinato l'Italia è stata cosa riprovevole, da condannare con infamia. Perché in realtà, rivela il Collettivo, non si trattava di fermare assassini spietati ma di "reprimere i movimenti sociali di operai, studenti e contadini che rivendicavano un cambiamento rivoluzionario verso una società più giusta"".
- Secondo, "credevo, chiedendo volontariamente di essere trasferito da Torino a Palermo dopo la morte di Falcone e Borsellino, di aver contribuito a salvare la democrazia, ottenendo risultati importanti", prosegue Caselli. Secondo il Collettivo "ho solo sposato completamente la ragion di Stato, rinunziando a quella intransigenza legalitaria esercitata abbondantemente contro i militanti politici".
- Il terzo punto riguarda i no-Tav: "Ero convinto che la legge fosse eguale per tutti - osserva Caselli - invece non mi sono preoccupato delle infiltrazioni mafiose, ma ho vestito "nuovamente i panni dell'inquisitore intransigente e forcaiolo contro i movimenti sociali"".
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GLI ORGANIZZATORI SI IMBAVAGLIANO. Gli studenti della Sinistra universitaria e i sostenitori di Libera hanno dato vita ad un flash-mob in segno di solidarietà nei confronti di Giancarlo Caselli e per protestare contro l'annullamento dell'incontro. I giovani, nell'aula dove l'incontro avrebbe dovuto tenersi, si sono imbavagliati e hanno esposto uno striscione sul quale era scritto il testo dell'art.21 della Costituzione, relativo alla libertà di espressione. "Si è trattato di una vera e propria censura quella che ha riguardato Caselli", hanno spiegato gli studenti che hanno organizzato il flash-mob.
#Caselli non si presenta al Polo di #Novoli dopo l'annuncio di contestazioni pic.twitter.com/Onw2KQvpGX
— CortocircuitO (@CortocircuitOFi) 11 Marzo 2015"Per noi - spiega Luca Grillo, uno dei referenti di Libera a Firenze - è stato un grosso colpo perché in questo modo viene leso il diritto di manifestare il proprio pensiero. Caselli avrebbe dovuto fare un intervento sulla legalità e la lotta alla mafia. La Tav non era oggetto dell'incontro e su questo argomento anche all'interno di Libera ci sono posizioni contrastanti. Ma tutto ciò non può minimamente sminuire quello che Caselli ha fatto nella sua attività di magistrato". "L'anno scorso - racconta Grillo - Caselli era stato qui, nostro ospite in un'occasione analoga, e non era successo nulla. Questa volta è andata diversamente: una settimana fa è cominciata una protesta sul web sul sito Col.Pol contro Caselli. C'è stato anche un tentativo di mediazione tra Sinistra universitaria e Collettivo che però non ha dato risultati. Poi, i toni si sono alzati. Il rettore è sempre stato dalla nostra parte ma alla fine noi e soprattutto Caselli non ce la siamo sentita di andare avanti e rischiare che, con tutti gli studenti che la mattina si trovano al Polo, la situazione precipitasse e magari ci scappasse la carica della polizia". Grillo spiega che "minacce sono state rivolte anche a Libera". "Ma noi non ci facciamo intimidire", aggiunge.
LA SOLIDARIETA' DEL SENATO ACCADEMICO. Il Senato accademico esprime "la sua totale solidarietà al giudice Gian Carlo Caselli che, a seguito delle intimidazioni ricevute, consapevole del rischio reale di incidenti all'interno degli spazi universitari, ha rinunciato a partecipare ad un incontro dedicato a illustrare i suoi contributi alla lotta contro le mafie all'interno di un'iniziativa organizzata da un gruppo studentesco e dall'Associazione Libera". "Il Senato Accademico - prosegue la nota - esprime altresì analoga solidarietà agli organizzatori per il fatto che non si sia potuta svolgere un'iniziativa di tradizionale collaborazione su queste tematiche. Il Senato Accademico, nel rispetto dovuto alla Costituzione della Repubblica Italiana e allo Statuto dell'Università di Firenze, ribadisce la fondamentale importanza che gli spazi dell'Ateneo siano sempre e esclusivamente dedicati alla espressione libera delle idee, allo scambio delle opinioni. Il pubblico esercizio della libertà di pensiero costituisce un diritto democratico fondamentale e un elemento costitutivo essenziale dell'università e della sua funzione istituzionale e sociale". Il Senato Accademico considera, infine quanto accaduto a Novoli "un segnale molto negativo e ritiene che tutta la comunità universitaria debba farsi carico di ricostruire un clima accettabile di comunicazione e di agibilità democratica dei propri spazi, garantendo così uno dei suoi principi fondamentali, la propria autonomia culturale e scientifica".
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