Gioco
Libertà di aborto e parità di salario, passa in Ue la risoluzione Tarabella
La parità di genere compie passi da gigante in Europa grazie al parlamentare di origini toscane: i nonni sono emigrati dalla Versilia
STRASBURGO. Questa volta la risoluzione passa. Anche se ci sono ancora 205 eurodeputati contrari. Ma con 441 voti a favore, almeno sulla cartala partità di genere compie un passo avanti in Europa. L'europarlamento riconosce che le donne hanno diritto ad avere lo stesso stipendio degli uomini, stesse chance di carriera. Ma soprattutto devono poter decidere senza ostacoli e nella massima libertà di aborto e contraccezione. Tutto questo grazie a Marc Tarabella, eurodeputato belga di nascita, certo, ma di origini versiliesi.
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I suoi nonni emigrarono in Belgio dall'alta Versilia, da Azzano di Seravezza, paesino osticodi gente forgiata nel marmo, abituata al lavoro duro e a dire quello che pensa. Il leghista Matteo Salvini è stato il primo a farne nle spese: "Sei un fannullone" lo apostrofa Tarabella che la Versilia se la porta nel cognome, oltre che nei modi ancora spicci, non mitigati dalla diplomazia della politica. Diventa subito un caso internazionale, questo scambio di battute. Tarabella non si scusa e invita anzi a contare le presenze di Salvini all'Europarlamento. Poi si rimette a lavorare. Deve sbrigare faccende importanti, come quella della risoluzione sulla parità di genere.
Approvata la risoluzione #Tarabella. Un passo avanti, tutte e tutti insieme, in Europa @comitato13feb @PES_Women @marctarabella #equality
— valeria fedeli (@valeriafedeli) 10 Marzo 2015Non è una faccenda semplice. Nel 2013 una risoluzione analoga, presentata da una collega, era stata respinta, anche per l'astensione di eurodeputati del Pd italiano, fra i quali David Sassoli e Silvia Costa, eletta in Toscana. Il 10 marzo, a due giorni dalla giornata mondiale che celebra la donna, il risultato è opposto. Anche se l'ala cattolica del Pd non vota tutta a favore del provvedimento, la risoluzione (che non ha valore legislativo) passa. La stessa Silvia Costa la sostiene. Del resto è un provvedimento ampio che invita l'Unione Europea a dichiarare il 2016 anno contro la violenza sulle donne, a rivedere la normativa sui congedi parentali per evitare che quasi il 60% delle donne sia costretta ad abbandonare il lavoro a causa della maternità, che invita a migliorare i servizi per l'assistenza ai minori. E che, con chiarezza, rivendica la parità di genere a partire dai salari. Se si continua al ritmo attuale, secondo le relazioni presentate dall'Unione Europea, questa parità, non sarà raggiunta prima del 2084. Una vergogna internazionale.
Con emendamento PPE che ribadisce che sanità e diritti sessuali e riproduttivi sono competenza nazionale ho votato a favore della #Tarabella
— Silvia Costa (@SilviaCostaEU) 10 Marzo 2015Il voto, comunque, fino al 10 marzo non è stato dato per scontato. Non tanto per le proclamazioni sull'uguaglianza, quanto per la disposizione ribattezzata "anti-aborto". Sulla quale, in effetti, si scatena l'ondata di tweet. La risoluzione, sulla questione, cita testualmente: "(L'Unione Europea) Insiste sul fatto che le donne debbano avere il controllo della loro salute e dei loro diritti sessuali e riproduttivi, segnatamente attraverso un accesso agevole alla contraccezione e all'aborto; sostiene pertanto le misure e le azioni volte a migliorare l'accesso delle donne ai servizi di salute sessuale e riproduttiva e a meglio informarle sui loro diritti e sui servizi disponibili; invita gli Stati membri e la Commissione a porre in atto misure e azioni per sensibilizzare gli uomini sulle loro responsabilità in materia sessuale e riproduttiva". Troppo per gli europarlamentari cattolici.
Così alla fine la votazione termina con 441 sì, 205 no e 52 astenuti.
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