Il Tirreno

Toscana

SANITA' E ECONOMIA

Dalla salute alle esportazioni si riscatta la Toscana che funziona

MARIO LANCISI

Il ministero della Sanità ha promosso la Toscana come la migliore regione nell'erogazione dei servizi sanitari mentre dal 2008 ad oggi l'export è aumentato del 23% e il Pil, 1,2%, è migliore che altrove

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Concluso il festival di Sanremo che con il trionfo di Carlo Conti, l’ex bancario fulminato sulla via di Pippo Baudo, e di molte ugole nostrane, cantava più toscano che ligure, la Toscana sale di nuovo sul podio in settori forse più importanti come la sanità e l’economia.
Il ministero della salute guidato da Beatrice Lorenzin, che a scanso di equivoci non fa parte del giglio magico delle “Beatrici” renziane, promuove la nostra sanità come la migliore in Italia. Si sa che le classifiche si prestano sempre alle obiezioni del pollo di Trilussa: la media non tiene conto che c’è chi ne mangia due e chi nessuno. Così come chi legge potrebbe infuriarsi con la classifica del ministero della Sanità raccontando la coda interminabile fatta al pronto soccorso, i tempi biblici consumati in attesa di una visita specialistica o l’errore del chirurgo di turno. Ma le classifiche come le pagelle scolastiche rispondono a criteri spesso più statistici che qualitativi.
Pur con tutte le obiezioni e le approssimazioni del caso fa comunque piacere, da toscani, leggere che la nostra regione è prima in sanità. E che le altre grandi e ricche regioni, dalla Lombardia al Veneto, dall’Emilia Romagna al Piemonte, vengono dopo di noi. Grazie medici e infermieri. Deve far piacere, questo primato, non solo a chi governa la sanità in Toscana, ma soprattutto ai medici, agli infermieri, a quanti lavorano negli ospedali, negli ambulatori e nei centri medici. Il popolo della sanità nella nostra regione è composto da circa 50mila persone, non tutte sono da primato, ma non mancano le eccellenze, da Cisanello a Careggi, e il talento professionale di molti infermieri, medici di base, o di chi magari non ha studiato in America ma con esperienza e tatto e occhi intuitivi sa cogliere il male annidato nei nostri corpi. Queste donne e questi uomini, sono il nostro primato. Quel primo posto in classifica .
Vola il made in Tuscany. Anche in soldi, un’altra “s” molto evocata nelle scuole di giornalismo, spira un’aria di ottimismo. Martedì il rapporto annuale dell’Irpet, l’istituto regionale per la programmazione economica, ha raccontato, con tabelle e grafici alla mano, che spira un tiepido vento di ripresina. Il made in Tuscany vola nel mondo, grazie anche all’apprezzamento del dollaro e al calo del greggio: «Sorprende in particolare la crescita delle esportazioni. Dal 2008 ad oggi è stata del 23% (se si tenesse conto anche delle esportazioni di oro, la crescita sarebbe ancora più alta): superiore non solo a quella di tutte le altre regioni esportatrici del paese, ma anche a quella della Germania», ha sostenuto il direttore dell’Irpet Stefano Benvenuti Casini.
Meglio dei più forti. E Rossi ha aggiunto che solo il Trentino (che però gode di finanziamenti statali speciali), ci precede nella classifica delle regioni che meglio si stanno rialzando dalla crisi: «I dati ci dicono che siamo andati meglio degli altri, meglio delle regioni come la Lombardia, il Veneto, l'Emilia-Romagna, che tradizionalmente venivano indicate come le locomotive d'Italia, siamo andati meglio anche dei land della Germania», ha sottolineato Rossi. Che si è preso i meriti secondo lui spettanti al lavoro del governo toscano, ma si è subito affrettato a precisare che il primato anche in questo caso spetta a chi lavora, nelle aziende, nelle officine, nei laboratori: gli imprenditori e i lavoratori.
Voglia di investire in Toscana. Così come se siamo diventati la regione con il maggiore appeal per le multinazionali (1 miliardo investito in 5 anni) che vogliono impiantare le loro aziende in Italia, lo si deve all’impegno del governo toscano nel facilitare sul piano soprattutto burocratico, ma soprattutto - come gli stessi imprenditori stranieri riconoscono - al talento produttivo di certi toscani e all’innovazione tecnologica di alcuni distretti del sapere, per non dire poi del paesaggio e della bellezza artistica della nostra regione.
Toscana sul podio, Toscana in copertina. Anche in politica. Basti pensare che il governo dal 2013 è nelle mani di due toscani quarantenni, fino al 2014 il pisano Enrico Letta e poi il rottamatore fiorentino Matteo Renzi. Basta far visita ai palazzi del potere politico, da Palazzo Chigi ai ministeri, e si sente parlare come nelle nostre piazze, in riva all’Arno. Dopo l’epopea comica di Benigni e Pieraccioni, il toscano è tornato ad essere la lingua della tv e dei social network.
E non scuotete la testa elencando le opere viarie ferme da mezzo secolo, i binari che in alcuni tratti ferroviari sono gli stessi dei tempi del Granduca e i tanti giovani che cercano lavoro e non lo trovano. Avete ragione, ma per qualche giorno godiamoci i nostri piccoli e grandi primati. La magia e il piacere di sentirci toscani.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web