Il dolore
Pistoia-Lucca, fine del binario unico
Ad agosto via al raddoppio della ferrovia: il primo cantiere fra Montecatini e Pistoia. Ma serviranno cinque anni per vedere completata l'opera
Puff, puff, e il piccolo treno a vapore che partiva da Firenze percorreva le campagne pistoiesi, ecco le terme di Montecatini, casolari, maiali nell’aia e covoni di grano a Pescia, Altopascio fino a Lucca. Eccoci arrivati, impiegate tre ore dal Duomo di Brunelleschi alle mura lucchesi, 78 chilometri circa. Erano gli anni a metà dell’Ottocento, a ridosso dell’Unità d’Italia quando sotto il granducato di Toscana venne costruita, a tratte, la Firenze-Lucca con diramazione poi per Viareggio. «Era costruita ad un solo binario. Lo stesso di oggi da Pistoia a Lucca. L’unica differenza è che la linea è stata elettrificata e non ci sono più i treni a vapore. Sì, ci impiega anche di meno, un’ora e venti. Ma sulla carta. Spesso per i ritardi il tempo impiegato è quello di un secolo e mezzo fa», osserva amaro Stefano Maggi, docente di trasporti a Siena.
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Quarantamila pendolari. Il tempo si è fermato a Pistoia. Da lì fino a Firenze i binari stati raddoppiati. Ma da Pistoia a Lucca c’è ancora il binario dei Lorena. Finalmente però qualcosa si smuove. La giunta regionale ha approvato ieri l’autorizzazione all’accensione di un mutuo da 200 milioni per il raddoppio della Pistoia-Lucca, circa 47 chilometri circa e 40mila pendolari al giorno. Sulla Firenze-Lucca, la linea ferroviaria più lenta della Toscana, circolano ogni giorno dalle 34 alle 36 coppie di treni, a seconda dei diversi periodi dell’anno. Praticamente 2 ogni ora, per 16 ore, più alcuni extra.
Cinquanta minuti. «Attualmente per percorrere gli 82 km di linea da Pisa a Firenze ci vogliono circa 50 minuti, per i 78 km di linea che separano Lucca da Firenze, ci vuole almeno il doppio. Il raddoppio della Lucca-Pistoia permetterà di ottenere un risultato analogo, sanando questo squilibrio. Per questo non è azzardato dire che il raddoppio rappresenterà una svolta, di cui beneficeranno in tanti: i pendolari, innanzitutto, ma tutta l'economia toscana. E sarà una svolta storica: questa linea è infatti così da oltre 150 anni», spiega il governatore Enrico Rossi. Che, la linea più lenta della regione, la conosce bene. A fine 2013, a sorpresa, si recò a Pistoia per prendere il treno dei pendolari delle 7.32. Treno però soppresso per guasti tecnici. Così dovette prendere quello successivo, 8.50, con ben 78 minuti di ritardo.
Un caso? No, la normalità potè constatare amaramente Rossi. I treni in ritardo sulla linea maledetta sono tantissimi. Ritardi in gran parte provocati dall’unico binario da Pistoia a Lucca. Troppi treni per un binario solo. La Toscana di oggi non è quella di metà dell’Ottocento. I pendolari sono aumentati a ritmi esponenziali. Così come le attività economiche. Lì, da Firenze a Montecatini, insiste il cuore economicamente più ricco della Toscana.
Cambia la Toscana, cambiano i treni, ma il binario resta lo stesso. Ma ora si raddoppia. Entro il 2020 in Regione assicurano il doppio binario da Pistoia a Lucca. «Il raddoppio della linea ferrovia Pistoia-Lucca rientra tra le grandi opere ferroviarie per incrementare e ottimizzare il trasporto ferroviario regionale», sottolinea l’assessore ai trasporti Vincenzo Ceccarelli.
Ad agosto i cantieri. Si partirà con il primo lotto, da Pistoia a Montecatini, 14 chilometri. Il progetto è già esecutivo, spiega l’assessore. Fra un mese scatterà la gara, indetta da Rfi (Rete Ferrovie Italia, la società che gestisce la rete ferroviaria, cioè i binari) per l’assegnazione dei lavori e ad agosto saranno aperti i primi cantieri. I lavori comprendono il primo stralcio con l’eliminazione dei passaggi a livello e la viabilità sostitutiva. Più indietro è invece il secondo lotto, quello da Montecatini a Lucca, 32 chilometri. «Ci sono i soldi, ma deve essere fatta ancora la progettazione», spiega Ceccarelli. Durata dei lavori circa 5 anni.
I costi. Il costo complessivo del raddoppio della Pistoia-Lucca è di 450 milioni di euro. Così suddivisi: 35 milioni di euro finanziati dalla Regione Toscana per il primo stralcio (eliminazione di passaggi a livello e viabilità sostitutiva) del tratto Pistoia-Montecatini. Altri 8,8 milioni di euro finanziati da RFI per il primo stralcio (adeguamento tecnologico) del tratto Pistoia-Montecatini già realizzato. Poi 215 milioni di euro finanziati dallo Stato con il decreto Sblocca Italia per il raddoppio del tratto Pistoia-Montecatini. Infine 200 milioni di euro finanziati dalla Regione Toscana per il raddoppio del tratto Montecatini-Lucca, attraverso un mutuo autorizzato dalla giunta.
I soldi ci sono. I soldi, una volta tanto, ci sono. Ora non resta che sperare che il raddoppio non inciampi in qualche intoppo. Già cinque anni per realizzare 46-47 chilometri di binario sembrano troppi, se poi dovessero aumentare, conclude Rossi, sarebbe insopportabile. «Noi i soldi li abbiamo messi, il governo anche. Ora RFI si metta al lavoro per realizzare il più rapidamente possibile il raddoppio», conclude il governatore.
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