La manifestazione
Regionali, la data più probabile è il 10 maggio
Lo ha detto il segretario regionale del Pd, Dario Parrini. Intanto il partito democratico ha varato il regolamento per le candidature: spesa massima 30mila euro
FIRENZE. Per le elezioni regionali di primavera, al momento la "data più probabile è il 10 maggio". Lo ha detto il segretario del Pd toscano Dario Parrini parlando con i giornalisti a margine della direzione regionale del partito. "Ancora non ci sono certezze - ha precisato - e sarà il consiglio dei ministri di martedì prossimo a decidere".
Spesa massima 30mila euro: la direzione regionale del Pd vara regolamento candidature. Spese elettorali che non potranno superare i 30mila euro, obbligo di raccogliere dal 4 al 6% delle firme degli iscritti al Pd 2014 o del 15% dei componenti delle assemblee territoriali per potersi candidare. Queste alcune delle regole per la definizione delle candidature alle regionali di primavera, che l'Assemblea regionale del Pd toscano si appresta ad approvare insieme a un codice etico e finanziario per i candidati. Consiglieri regionali e assessori regionali uscenti che si ricandideranno non dovranno raccogliere le firme.
"Abbiamo stabilito regole innovative - ha commentato il segretario del Pd toscano Dario Parrini - perché grazie alla nuova legge elettorale torniamo alle preferenze". Inoltre, "più che in passato ci siamo dati l'obiettivo di dar voce ai territori e ci siamo imposti limiti rigorosi per quanto riguarda la sobrietà della campagna elettorale. Questo perché non vogliamo che il ritorno alle preferenze sia il ritorno a rodei interni ai partiti. Per questo in Toscana avremo un limite più basso esistente nelle altre regioni" per le spese elettorali.
Secondo Parrini "allo stesso tempo come Pd abbiamo deciso di sfruttare gli spazi concessi dalla legge elettorale e così nei 13 collegi della Toscana ci saranno 80 candidati, ovvero un numero di candidati superiore a quello con le primarie del 2005 e del 2010. Gli elettori del Pd toscano avranno maggiore possibilità di scelta rispetto al passato". Il codice etico vieta ai candidati di fare uso nel corso della campagna elettorale di manifesti superiori ai 70 cm per 100 cm, e di ricorrere a pubblicità sui mezzi di trasporto pubblici o le cosiddette 'vele'.
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