Il dolore
Salvini alla conquista della Toscana: più sicurezza, meno immigrati
Il segretario della Lega inizia da Mugello e provincia di Firenze il tour delle elezioni regionali per presentare il candidato governatore Claudio Borghi. "Mi hanno già chiamato 120 sindaci"
FIRENZE. "Liberiamo la Toscana. Più lavoro e sicurezza, meno immigranti". Rinuncia all’aperitivo, ma non all’appuntamento delle 21 in biblioteca Matteo Salvini. Giovedì 26 febbraio il segretarissimo della Lega cala anche a Bagno a Ripoli nel primo giorno di tour elettorale in Toscana. Malgrado le minacce al titolare del locale 22 Noir che avrebbe dovuto ospitarlo alle 19 con il candidato governatore Claudio Borghi, in serata sarà nel comune «antifascista e antirazzista», come si legge nei volantini di chi prepara il boicottaggio. «Mi spiace per chi intende fare politica con le minacce, ma noi gireremo tutta la Toscana: ho già ricevuto l’invito da 120 sindaci».
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Salvini, a sentirla crede davvero nella possibilità di vincere le elezioni regionali Toscana.
"Qui c’è lo stesso governo da 70 anni. Chi è contento sa chi continuare a votare; chi ritiene che si possa fare meglio ha un’alternativa: la Lega".
Vincere da soli sarà un po’ dura. In Toscana non c’era un accordo per presentare un candidato comune di FI?
"Sono passati mesi senza che nessuno proponesse una candidatura, senza che qualcuno ci dicesse qualcosa. Così a quattro mesi dal voto abbiamo proposto il nostro candidato Claudio Borghi, responsabile nazionale dell’economia del partito".
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Questo non compromette i rapporti della Lega con il resto del centrodestra?
"Il centrodestra non ha mai voluto fare opposizione, una parte si è accomodata a tavola con Renzi. Anche in Toscana ha consentito che si creasse situazioni come quella di Mps".
In Toscana non c’è solo la questione Mps. C’è anche la faccenda delle Popolari.
"Il governo deve lasciar stare Popolari e banche di credito cooperativo. Le casse di risparmio sono state le uniche a sostenere l’impresa locale. Invece ora si prova a mettere le mani sulle banche del territorio per portare ossigeno a colossi come Mps. Noi le difenderemo. Anche dal Pd".
La Lega vuole liberare la Toscana dal Pd o da Renzi?
"Dallo stesso governo che la Toscana ha da decenni".
Non si può dire che Enrico Rossi sia un presidente del Pd proprio allineato a Renzi.
"In Toscana il Pd controlla anche i tombini. E controlla ministeri, Province, Comuni. Non si può più continuare a dire: “Rossi prova a fare, ma Renzi glielo impedisce”. Rossi può continuare a farsi le foto con i rom, ma poi governa lui in Toscana, non Renzi".
In che cosa pensa che la Lega potrebbe fare meglio?
"La Lega vuole riportare quello che l’Europa ha consentito di scippare con Monti, Letta, Prodi».
Di che sta parlando?
"Di difendere il made in Italy. A Milano alla fiera dell’artigianato, i toscani mi hanno avvicinato: erano preoccupati per la concorrenza sleale, il blocco delle esportazioni in Russia. Lo sapevo: mi scrivono gli artigiani da Firenze".
Le scrivono dalla Toscana?
"Molte persone: messaggi su Facebook, Twitter".
E che cosa le scrivono?
"Denunciano i problemi di lavoro e di sicurezza. Parlano delle città degradate, sporche, senza luci. Ho ricevuto inviti per incontri da 120 sindaci. Uno in Lucchesia dove un carabiniere è stato condannato per uso eccessivo di forza nell'arresto di un tunisino.
La sicurezza è un tema più vicino alla Lega, ma il lavoro non appartiene più al Pd?
"Non con la svendita delle aziende all’estero. Non si svende l’acciaio".
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L’esempio non calza: Rossi si è impegnato per il rilancio dell’ex Lucchini di Piombino.
"Noi vogliamo rilanciare le imprese sul territorio, senza svenderle all’estero. In sei mesi di guida dell’Ue, Renzi non è riuscito a combinare nulla".
A Bruxelles, però, c’è anche lei come europarlamentare. E sulla Bolkestein non ha portato a casa grandi risultati.
"La Lega ha sempre votato contro questa legge-sciagura. Da Versilia e dalla Romagna riceviamo in continuazione sollecitazioni a risolvere il problema della norma che rischia di mandare all’asta le concessioni degli stabilimenti balneari. Gli imprenditori sono disperati: senza certezze hanno smesso di investire. Con grave danno anche per il turismo".
Ma lei da europarlamentare che cosa ha fatto in concreto?
"Queste faccende le decidono i ministri e i governi. All’inizio del semestre europeo, l’Italia si era impegnata a rivedere la normativa ma non l’ha fatto:invece avrebbe dovuto togliere le spiagge dal mercato (delle aste)".
Molti buoni propositi, ma in Toscana la Lega a metà legislatura aveva già disperso i 4 consiglieri in vari partiti.
"Abbiamo commesso errori in passato. Che qualcuno abbia preso il tram della Lega per garantirsi uno stipendio è indubbio. Stavolta sarà diverso".
Come?
"La lista della Lega sarà blindata. C’è molta gente che si propone promettendo voti, anche mille voti, perché oggi la Lega nei sondaggi è in crescita. Ma non ci sarà posto per tutti. Stavolta chi inizia la legislatura la finisce. Sia nella Lega, sia nella lista civica per Borghi che molto probabilmente verrà presentata a sostegno del governatore: di traditori ne abbiamo avuti già abbastanza".
Che cosa avrà la Toscana dalla Lega, se vincesse le elezioni?
"Meno immigranti, più lavoro e più sicurezza. Questo l’impegno che assumeremo dal primo giorno di tour elettorale".
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Lei inizia il 26 febbraio il tour elettorale in Toscana: alle 14,30 Barberino del Mugello, Borgo San Lorenzo, poi Bagno a Ripoli. Ma dalle 19 chi si aspetta di trovare con la Fiorentina che gioca allo stadio Franchi contro il Tottenham?
"Ci saranno ci saranno. Sono fiducioso. I toscani non saranno mica tutti allo stadio o a casa a vedere la partita, no?".
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