Il Tirreno

Toscana

Furti di farmaci tumorali in ospedali e aziende, 9 fermi

In un frame da un video dei Carabinieri di Siena, il furto di medicinali
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In un frame da un video dei Carabinieri di Siena, il furto di medicinali

18 i colpi messi a segno,6 milioni di euro il valore dei medicinali poi destinati anche all'estero: traditi dai cellulari

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SIENA.  Farmaci costosi, anche salvavita, prevalentemente utilizzati in cure tumorali e reumatiche, rubati in aziende e ospedali italiani per essere poi immessi sul mercato nero, "verosimilmente destinati all'estero o in farmacie e cliniche private compiacenti". Tra dicembre 2013 e gennaio scorso 18 i furti messi a segno in più regioni, per un valore di medicinali trafugati pari a circa 6 milioni di euro, da un "sodalizio criminale con basi operative e logistiche a Napoli e in provincia di Bari".
   E' quanto ha svelato un'inchiesta del nucleo investigativo dei carabinieri di Siena che oggi, martedì 24, ha portato al fermo per furto in concorso, disposto dalla procura senese, di 9 persone, tra presunti autori, tutti romeni, e mandanti e intermediari italiani. Ricercata una persona. Tra i fermati un commerciante di prodotti elettronici di Napoli: sarebbe stato lui a fare gli "ordini" dei farmaci da rubare, secondo quanto spiegato dagli inquirenti che nel capoluogo campano, in un capannone, hanno anche trovato due container con 800 scatoloni di medicine riconducibili a furti avvenuti a gennaio. A eseguire materialmente i colpi - 7.000 euro il compenso per ciascuna azione - sei romeni residenti a Bari e bloccati a Scandicci.
Anello di congiunzione altri due italiani, residenti a Bari, dichiaratisi disoccupati: a loro spettava di individuare ospedali e aziende da colpire.  
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Le indagini sono partite un anno fa dopo furti, in tutto 4, avvenuti nel Senese tra dicembre 2013 e marzo 2014: gli altri  sono avvenuti nelle province di Arezzo, L'Aquila, Bari, Caserta, Avellino, Benevento, Lecce, Bologna, Rimini, Mantova e Torino.
Gli accertamenti hanno consentito di legarli poi insieme: gli investigatori, dalla ricognizione delle celle telefoniche agganciate in prossimità dei luoghi dei furti, sono risaliti a 4 utenze di cellulari sempre presenti scoprendo che le schede provenivano dallo stesso rivenditore di Bari. Tramite le intercettazioni sono riusciti poi a scoprire il modus operandi, ad esempio che veniva sempre svolto un accurato sopralluogo, che durava anche alcuni giorni, e che gli esecutori alloggiavano in alberghi a 4 stelle vicino ai loro obiettivi. L'ultimo sopralluogo la notte scorsa, per un colpo in un'azienda farmaceutica a Monteroni d'Arbia. L'inchiesta, ha commentato il procuratore capo di Siena Salvatore Vitello, ha permesso di scoprire "un fatto di una gravità notevole perché si è speculato sulla salute dei cittadini bisognosi di farmaci salvavita".

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