Il Tirreno

Toscana

ALLARME SICUREZZA

Autisti aggrediti in Toscana, sui bus telecamere e vetri anti-proiettili

Un autista di pullman al posto di guida senza alcuna protezione (foto archivio)
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Un autista di pullman al posto di guida senza alcuna protezione (foto archivio)

Sputi, insulti, sassaiole: l'allarme del sindacato dei trasporti. Gli episodi più frequenti nella zona di Pisa, Livorno e Firenze. Una segnalazione ogni tre giorni in media

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FIRENZE.  Vetri blindati, telecamere a circuito chiuso, personale in divisa. Anche agenti veri e propri. Non controllori che si fanno vedere una volta al mese. Bus-bunker o gli autisti non potranno più svolgere il loro lavoro. Non potranno più guidare i pullman del servizio pubblico. Non possono continuare a rischiare la pelle. E non per dire. Ogni tre, quattro giorni al massimo - denuncia Stefano Boni, segretario regionale di Fit Cisl, il sindacato "bianco" dei trasporti - arriva una denuncia di un'aggressione a un autista. A metà febbraio, il 12, la più grave a Pisa: due marocchini hanno picchiato un autista con lo zaino. Aveva contestato il fatto che fossero saliti senza biglietti. Poi, per recuperare lo zaino, una volta scesi, hanno tirato sassi contro il pullman.

Nuovi bus con vetri anti-proiettile

"Il problema - rincara Boni - è che gli autisti non sono sottoposti solo ad aggressioni così violente. Quasi ogni giorno vengono insultati, vengono aggrediti verbalmente, sia a bordo che alle fermate. Non sono più sicuri. E visto che è iniziata la fornitura di nuovi autobus si devono prendere provvedimenti. Si devono fornire macchine sicure. Invece, finora i nuovi mezzi che sono stati messi a disposizione sono identici ai vecchi: non prevedono separazione fra l'autista e i passeggeri". La questione deve essere affrontata oggi - ribadisce la Fit - che la Regione è alla vigilia dell'appalto miliardario per la gestione unica del trasporto pubblico locale. Infatti, la gara prevede anche la fornitura (in 9 anni) di circa 1500 nuovi pullman per la Regione.

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Le aziende segnalino le corse più a rischio

In questo contesto, la Fit propone a tutte le aziende toscane di trasporto pubblico locale di "segnalare le corse più a rischio e aumentare il numero di persone in divisa, preposte al controllo dei biglietti, che magari salgono ai biglietti chiedendo ai passeggeri se va tutto bene, per poi scendere alla fermata successiva".  Inoltre, le aziende - prosegue la Fit - dovrebbero "dotare gli autobus di telecamere a circuito chiuso indicate con cartelli lampeggianti", in modo che funzionino anche da deterrente per eventuali atti di violenza. Infine, il sindacato suggerisce di "dotare l'abitacolo degli autobus di idonea blindatura in modo da impedire a eventuali energumeni di accedervi e molestare l'autista. Tutto questo va supportato, inoltre, con un piano predisposto dalle prefetture in modo da far intervenire le forze dell'ordine in maniera puntuale e tempestiva".

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Pisa e Livorno fra le aree più colpite

Questi interventi, ovviamente, non devono essere casuali. O, comunque, non solo casuali. Devono essere previsti in primo luogo nelle corse più a rischio "che di solito sono quelle serali" o "quelle effettuate in alcune zone considerate più a rischio di alcune città. Il fenomeno delle aggressioni, sia fisiche che verbali, degli insulti agli autisti - evidenzia Boni - ci è sembrato più rilevante nella zona di Pisa e di Livorno e, in parte, anche nella zona di Firenze, stando almeno alle segnalazioni ricevute. Tuttavia possiamo dire che, in forme e dimensioni diverse, si manifesta un po' in tutta la Toscana". Da qui l'invito agli enti locali e anche alla Regione a garantire un maggior controllo del territorio "anche attraverso l'utilizzo delle forze dell'ordine, attivando così tutte le procedure possibili per mettere in sicurezza il personale che svolge il proprio lavoro".

 

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