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Nuova strada 429, di variante c'è solo il problema che fa lievitare i costi

Nuova strada 429, di variante c'è solo il problema che fa lievitare i costi

Quando la bonifica bellica, quando l'aggiornamento del progetto idraulico, quando il materiale inerte... E intanto i 17 chilometri da Empoli a Castelfiorentino, non ancora inaugurati, sono già costati oltre 100 milioni

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Lungo l’Elsa, il tracciato in terra battuta svirgola. La curva è appena accennata. Non c’è asfalto, non c’è innesto. Neppure un collegamento al sovrappasso carrabile. Tutti abbozzi della nuova 429, la variante alla strada regionale con l’ambizione - da trent’anni - di collegare la Volterrana alla Fi-Pi-Li. Diciassette chilometri da Empoli e Castelfiorentino che, non ancora inaugurati, sono già costati oltre 100 milioni. In media, fra 5 e 6 milioni a chilometro.

Strada aperta nel 2017. Per aprire almeno un tratto, quello fra Empoli Santa Maria e Brusciana, mancano poche centinaia di metri. È che mancano da oltre un anno. Il cantiere è fermo da dicembre 2013. E poi, da luglio 2014, la Provincia di Firenze (oggi Città Metropolitana) ha anche rescisso il contratto con la Ics Grandi Lavori di Roma, la ditta appaltatrice. Ma anche prima non è che i lavori andassero di fretta. Una volta è stata la bonifica bellica. Un’altra le questioni idrauliche. Poi il costo del materiale inerte - i detriti - per il rilevato che avrebbe retto la strada: lievitato a 17 milioni, la Provincia li ha pagati, la Procura ci ha aperto un’inchiesta (e la Corte dei conti pure). Alla fine, la Regione ha nominato un commissario per i lavori. E l’ingegner Alessandro Annunziati dice che l’attesa è quasi finita. Entro il 2017 la strada sarà completata perché ci sono i 21 milioni necessari. «Ammesso che siano sufficienti».

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Fase zero partita il 16 febbraio. L’annuncio dentro il prefabbricato che funge da cantiere, sulla via Samminiatese, in località Dogana, fra Empoli e Castelfiorentino. È senza luce e senza acqua. È stato anche vandalizzato dai ladri: ma è qui che il 16 febbraio firma la consegna lavori del nuovo corso. Affida a tre ditte locali la manutenzione dei lavori eseguiti finora dalla Ics «per evitare che vadano in malora le opere». Un intervento complessivo - la “fase zero” - da 200mila euro, il primo possibile da quando il 22 dicembre ha ricevuto aree e cantiere dalla (ex Provincia).

Prima il collaudo, poi l’appalto. Per l’appalto dei lavori di completamento ci vorrà ancora un po’ di tempo. Prima la Città metropolitana deve redigere lo «stato finale dei lavori» e collaudare le opere realizzate dalla Ics che se n’è andata sbattendo la porta: ha presentato una richiesta danni alla Provincia (ha iscritto riserve) per 100 milioni, lamentando ritardi nella consegna delle aree, un fermo attività che le ha impedito di prendere altri appalti. Questo è il quadro che Ics presenta alla commissione regionale Mobilità. E la commissione invita la Regione a trovare una soluzione al di fuori dei tribunali. Ma per soluzioni bonarie sembra tardi. Addirittura la Città metropolitana vuole indietro anche i 17 milioni pagati per gli inerti. E prepara gli atti necessari al commissario regionale (collaudi delle vecchie opere comprese) per indire la gara d’appalto nuova. Invece, la Ics continua ad accusa la ex Provincia di averla ingannata con un accordo disatteso a dicembre 2013 e poi di averle rescisso il contratto dopo mesi di silenzio «che hanno causato un danno anche ai cittadini rimasti senza strada. Aver tenuto fermo un cantiere per oltre un anno farà lievitare il costo delle opere perché dovranno essere riprese da dove le abbiamo lasciate».

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Nel 2015 le opere complementari. Sul contenzioso, Annunziati non entra. Aspetta solo i documenti per la fase 1 e 2 dei lavori. «La fase uno - spiega - inizierà in pochi mesi e prevede la realizzazione di opere complementari all’asse principale della 429, funzionali indipendentemente dalla strada. Si tratta di una quindicina di stralci che prevedono la sistemazione di strade bianche collegate alla viabilità principale e che servono abitazioni sparse; completamento di sovrappassi di cui sono stati realizzati solo gli scatolari in cemento armato; piccole complanari come quella di Fusciana».

La fase 2. La fase due - per realizzare l’asse principale - si svilupperà fra il 2016 e il 2017. «Si tratterà di realizzare il tracciato mancante coi 21 milioni disponibili. Se sono sufficienti lo saprò solo a collaudo ultimato. La mia attività si divide in due fasi: quella iniziale e quella nella quale scriverò il cronoprogramma definitivo, quando le opere della Ics saranno collaudate. A quel punto, si capirà se la Provincia tratterrà somme sull’ultimo stato di avanzamento lavori per contestazioni. E se saranno necessarie somme ulteriori a quelle preventivate». Di sicuro, escluse dall’appalto Ics ci sono pubblica illuminazione, guard rail, new jersey per i quali erano già stati stanziati oltre 6 milioni extra. Invece, ne i 21 milioni - dice Annunziati - sono incluse opere civili come ponti sui torrenti locali.

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