Sicurezza
Elezioni: scrutatori scelti tra i disoccupati
La Regione Toscana approva una proposta di modifica alla legge: i 120 euro a chi è senza lavoro. Ma rischia di aprirsi un conflitto con lo Stato
Elezioni regionali di primavera: gli scrutatori in Toscana saranno scelti tra i disoccupati: a stabilirlo è la proposta di modifica alla Legge per l’elezione del Consiglio regionale, approvata lunedì 16 dalla giunta toscana. Tutte le commissioni elettorali, che all’interno di ciascun comune dovranno riunirsi per stabilire la composizione dei seggi, avranno l’obbligo di selezionare, in via prioritaria, cittadini iscritti agli albi comunali degli scrutatori, che risultino attualmente privi di un’occupazione.
Ciascuna commissione elettorale, formata da consiglieri comunali scelti in ciascun comune, potrà decidere se effettuare tale selezione, o su base discrezionale, laddove si possegga un’approfondita conoscenza delle condizioni di maggiore disagio economico lavorativo presenti fra i nominativi iscritti alle liste degli scrutatori, oppure andando direttamente a incrociare tale elenco con gli iscritti alle liste di disoccupazione nei centri per l’impiego. L’obiettivo del provvedimento rimane comunque soltanto uno: quello cioè di far percepire i 120 euro di compenso, previsti per i tre giorni di operazioni al seggio, soltanto a cittadini disoccupati che presentano una maggiore necessità di reddito rispetto agli altri iscritti all’albo degli scrutatori.
Un provvedimento per il quale aveva annunciato il proprio massimo impegno, una settimana fa, il presidente della Regione Enrico Rossi: “è giusto che a fare gli scrutatori - aveva scritto il governatore toscano sul proprio profilo Facebook - siano nominati i disoccupati che potranno così ricevere un’indennità. Voglio battermi - continuava Rossi - perché questo segnale minimo di giustizia sia dato a chi si trova senza lavoro”. A distanza di una settimana è arrivato il via libera dalla Giunta regionale alle nuove normative che dovranno ora essere ratificate dal Consiglio regionale. L’intero provvedimento rischia però apertamente di subire da subito l’impugnazione da parte del Ministero dell’Interno: soltanto allo Stato spetterebbe infatti la competenza legislativa per disciplinare i procedimenti elettorali.
La Regione, di fronte a tale eventuale ricorso, avrebbe però già pronta la propria tesi difensiva: quello che rivolge ai comuni, tramite l’approvazione del nuovo provvedimento, che potrà valere soltanto per le elezioni regionali, appare infatti soltanto un “invito facoltativo” a comporre seggi elettorali che tengano conto delle condizioni lavorative dei propri appartenenti, e non un “obbligo”, cui ciascuna amministrazione comunale sarebbe costretta ad attenersi.
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