Gioco
Forza Italia e Lega nord ai ferri corti Di nuovo in ballo la candidatura di Lamioni
Salvini ha chiesto a Berlusconi la guida della coalizione in tre regioni: Veneto, Liguria e Toscana. Ma l'ex Cav. e Parisi non mollano e se sarà rottura con i leghisti torna di attualità la candidatura del presidente di Unioncamere di Grosseto alla guida di una coalizione Forza Italia-Ncd e Udc
Monica Faenzi, che cinque anni fa alle regionali guidò il centrodestra nella sfida contro Enrico Rossi (34,44 il risultato conseguito), ammette che «il bivio c’è». E’ lì, davanti a Forza Italia: allearsi con la Lega o con il Ncd? Scegliere Matteo Salvini, il felpista che cinguetta con Maria Le Pen, o Angiolino Alfano e il suo quid discusso?. Ad un mese dalla presentazione dei candidati alle elezioni regionali (quasi sicuramente metà maggio), in Toscana Lega nord e Forza Italia sono ai ferri corti.
Salvini ha chiesto a Silvio Berlusconi i candidati presidenti in Veneto, Liguria e Toscana. Tre regioni delle sette in cui si voterà (le altre sono Umbria, Marche, Campania e Puglia). Ma Forza Italia non cede la Toscana al candidato leghista e minaccia ritorsioni in Veneto. «Non ci appoggiano in Veneto? Peggio per loro: rischiano un clamoroso insuccesso elettorale. Comunque sia noi in Toscana non molliamo: o Forza Italia si sgancia dal Ncd e si allea con noi oppure andiamo da soli. Rischiamo di prendere meno voti con Fi che da soli», replica scoppiettante Borghi.
Il ritorno di Lamioni. E così il braccio di ferro tra azzurri e leghisti fa riemergere la candidatura di Giovanni Lamioni, imprenditore grossetano, presidente di Uniocamere, amico di Gianni Letta. Eh sì, perché se al bivio evocato dalla Faenzi, Forza Italia dovesse essere costretta ad allearsi con l’Ncd mentre la Lega corresse da sola, tornerebbe in auge Lamioni. Proposto una settimana fa come candidato di Forza Italia e Ncd alle regionali dal coordinatore azzurro Massimo Parisi, braccio destro di Denis Verdini, la candidatura di Lamioni si è sciolta come neve al sole nel giro di 24 ore, lunedì scorso, all’indomani del vertice tra Berlusconi e Salvini. Ora rinasce come l’Araba fenice nella divertita giostra dei candidati di Fi per la Toscana: Massimo Mallegni, Deborah Bergamini, Stefano Mugnai, il leghista Claudio Borghi e il giovane Giovanni Donzelli di Fdi. Che da due mesi gira come una trottola la Toscana in lungo e in largo. Così come anche Borghi, candidato ufficiale della Lega, ha avviato il suo giro della Toscana. Anche se per ora si è fermato a Siena, suo buen retiro toscano, lui milanese doc ma fedelissimo contradaiolo dell’Aquila.
Lega nord o Ncd? Salvini o Alfano? Oppure come auspica l’ex europarlamentare Paolo Bartolozzi entrambi, «in un centrodestra unito guidato da Lamioni». Anche se forse più di metà degli azzurri toscani non hanno dubbi: meglio la Lega che il Ncd. Anche per una ragione molto pratica. La Lega ha più voti del Ncd e quindi per il centrodestra l’alleanza con i leghisti toscani potrebbe fruttare qualche consigliere in più a Palazzo Panciatichi, sede del parlamento toscano. E poi il Ncd evoca il governo di Renzi e il patto del Nazareno, detestato da tutti i non verdiniani.
A decidere alla fine sarà il tavolo romano del centrodestra. Dove la Lega ha chiesto tre regioni mentre i FdI la Toscana e il Ncd gioca alle maggioranze variabili (in Campania Gaetano Quagliariello è tra i possibili candidati del centrosinistra). Se la Lega insiste nel volere la Toscana, Berlusconi è probabile che gli dica di no. Parisi una settimana fa ha proposto un’alleanza con Ncd e Udc con Lamioni candidato presidente nell’intento di costringere la Lega ad uscire allo scoperto.
Per ora nel centrodestra siamo ai bracci di ferro. La partita delle candidature si concluderà agli inizi di marzo, si fa sapere. Dopo la manifestazione della Lega, il 28 febbraio a Roma. E il ritorno in scena di Berlusconi, l’8 marzo. Il sogno dell’ex Cav. è quello di rimettere insieme i cocci di un vaso - il centrodestra - oggi in in frantumi.
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