Il Tirreno

Toscana

Costa concordia
PROCESSO A SCHETTINO

Concordia, Costa paga un centesimo dei danni richiesti

Ilaria Bonuccelli
Un'immagine divenuta familiare della Concordia inclinata davanti al Giglio
◗
Un'immagine divenuta familiare della Concordia inclinata davanti al Giglio

Il tribunale di Grosseto, in via provvisoria condanna la compagnia a risarcire alle parti civili circa 7 milioni su 700 domandati. La società:  "Sentenza equa"; l'armatore sembra che non abbia intenzione di appellare

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Sette milioni su 700 richiesti. Un centesimo, in percentuale. In primo grado Costa crociere viene condannata in solido con l'ex comandante Francesco Schettino a pagare una provvisionale bassa, bassissima alle parti civili che si sono costituite nel processo per il naufragio della Concordia. "Equa"  decisione la definisce la compagnia. Per questo non vede alcun motivo per impugnare la sentenza del tribunale di Grosseto che condanna Schettino a 16 anni e un mese di carcere per la morte delle 32 vittime e l'abbandono della nave. Di motivi per impugnarla, invece, ce ne avrebbe più di uno l'Isola del Giglio che di provvisionale ha ottenuto 300mila euro, su 20 milioni richiesti. Il primo, più immediato, è che questa cifra non basta neppure a coprire le fatture - ancora in sospeso - inviate a Costa per le spese anticipate e sostenute durante la fase dell'emergenza: ammontano, infatti, a 400mila euro.

[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.10845189:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/cronaca/2015/02/11/news/francesco-schettino-sentenza-grosseto-costa-concordia-1.10845189]]

Il Giglio si interroga se impugnare la sentenza

Questa, però, è solo la ragione contingente. Quella vera, per impugnare la sentenza, è un'altra: una provvisionale così bassa, il Giglio non potrà aspirare a ottenere un risarcimento danni di 200-220 milioni, secondo il calcolo approntato dai consulenti del Comune. La questione preoccupa non poco il sindaco Sergio Ortelli che, a caldo, subito dopo la sentenza, sottolinea la mancanza di coraggio del tribunale nel calcolo delle provvisionali. Di positivo, nella sentenza di primo grado, per il Giglio c'è solo il riconoscimento che il naufragio della Concordia ha causato danni di immagine e danni patrimoniali all'isola; di negativo, invece, c'è la quantificazione di questo danno in via provvisoria e anche il fatto  che non è stato riconosciuto il danno per il blocco dell'attività amministrativa.

Rischio di allungare i tempi

D'altro canto, impugnare la sentenza di primo grado per cercare di ottenere la provvisionale - questo è il ragionamento del Giglio - può avere almeno due controindicazioni: intanto che venga confermato un risarcimento danni basso; in secondo luogo, si allungano i tempi di un contenzioso che in buona parte dovrà essere dibattuto in sede civile dove la giustizia non è certo veloce.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10845790:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/02/11/news/processo-concordia-al-giglio-solo-le-briciole-per-i-risarcimenti-1.10845790]]

Costa: sentenza equa, non ricorreremo

La preoccupazione dell'isola, quindi, è alta. Mentre il senso di indignazione e anche di umiliazione dei Gigliesi per il risarcimento minimo cresce. Costa crociere, invece, ribadisce  il senso di grande soddisfazione per  "l'equità" della sentenza contro la quale non ci sarebbe alcuna intenzione di appellare. Ovviamente, una tale decisione - osserva la compagnia - deve essere letta anche dal Giglio, per quanto riguarda le richieste di risarcimento danni - come un "segnale che le richieste avanzate dovranno essere ridimensionate". Come e quanto, Costa non lo dice. Ma se la società sottolinea che in sede penale, il tribunale ha concesso un anticipo pari a un "centesimo" , lascia intendere che la trattativa sarà assai lontana dai 220 milioni conteggiati dal Giglio.  Ed è questo il vero timore dell'isola che, invece, calcoli alla mano, sostiene di essere stata danneggiata dal permanere della nave 30 mesi nel proprio porto.

Costa contro Schettino in sede civile

In compenso, la notizia di un basso risarcimento farà contento Schettino che deve essere chiamato a pagare in solido con Costa. La compagnia, però, contro il comandante si è costituita parte civile nel processo penale. E il tribunale le ha riconosciuto il diritto a un risarcimento. A differenza di quanto fatto con le altri parti civili, però, il collegio non ha stabilito una provvisionale . Ha rimandato la quantificazione del danno al giudice civile. Costa crociere promuoverà l'azione anche in sede civile non tanto perché è convinta che l'ex comandante sia in grado di pagare i danni eventualmente liquidati, ma "perché questo è un obbligo che ci impongono le compagnie di assicurazione".

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10850695:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/dossier/costa-concordia/sentenza-concordia-il-legale-di-costa-risarcimenti-tribunale-ci-da-ragione/43464/44539]]

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web