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LA SENTENZA

Processo Concordia, al Giglio solo le briciole per i risarcimenti

I fondali dell'isola del Giglio sotto la Concordia
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I fondali dell'isola del Giglio sotto la Concordia

Il tribunale riconosce all'isola solo 300mila euro per i danni ambientali e di immagine: in sede provvisoria aveva chiesto 20 milioni. Al ministero dell'Ambiente 1,5 milioni. Accordati 30mila euro anche a Domnica

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GROSSETO. Trecentomila euro a fronte di 20 milioni di richiesta. Briciole. Anche in sede provvisoria, l’isola del Giglio avrà il risarcimento più basso (fra gli enti) da Costa e dall’ex comandante Francesco Schettino. Ha subito il danno più grande dal naufragio della Concordia, ma se vuole far valere le proprie ragioni le restano due strade: il processo di appello contro il comandante, in sede penale, oppure il processo in sede civile. Per l’appello, il Comune di Isola del Giglio ancora non ha deciso. Per l’azione civile sì. Perché il sindaco Sergio Ortelli avrebbe gradito «più coraggio» da parte del tribunale, almeno sulla provvisionale.

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  Poco coraggio sui risarcimenti per il Giglio


Senza mezzi termini, Ortelli osserva che «evidentemente il tribunale di Grosseto non ha saputo cogliere la complessità delle nostre richieste risarcitorie tutte puntualmente documentate e oggetto di consulenze tecniche». Anche se non può parlare di una sconfitta su tutta la linea. Infatti, al di là della cifra, il collegio riconosce al Giglio i 300mila euro di provvisionale a titolo di danno patrimoniale e di danno di immagine: «In questo senso - riprende Ortelli - questa sentenza di primo grado è positiva perché riconosce la responsabilità di Costa crociere per i danni che ha arrecato all’isola. Responsabilità palese ma che ha sempre negato. Certo ci sono altri danni, come quelli per la paralisi dell’attività amministrativa, che il tribunale non ci ha voluto riconoscere, anche se erano stati dimostrati con prove concrete e perizie solide, ma avremo modo in altre sedi di far valere le nostre ragioni».

Il Giglio punta a 200 milioni

Certo è che con una provvisionale così bassa, sarà difficile arrivare alla cifra che i periti e i legali del Giglio reclamano per l’isola: 200 milioni circa, di cui i 20 milioni chiesti in sede penale dovevano essere solo un anticipo.
Difficile, dunque, nascondere la delusione anche perché la «comunità - insiste Ortelli - quella notte non ha solo rappresentato lo Stato di fronte al mondo, quando ha soccorso migliaia di persone: ha anche salvato la faccia a una compagnia italiana che aveva perso l’immagine, oltre alla rotta». Eppure, il tribunale ha ritenuto che avessero più titolo ad avere provvisionali - risarcimenti più alti - altri enti che si erano costituiti parte civile.

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Al ministero dell'Ambiente 1,5 milioni

In primo luogo il ministero dell’Ambiente al quale il collegio assegna un risarcimento provvisorio di 1 milione e mezzo, il più alto in assoluto; subito dopo viene la Presidenza del Consiglio; poi - con mezzo milione - i ministeri della Difesa, dell’Interno, delle Infrastrutture e la Protezione civile. Per la Regione Toscana (che reclama circa 1 milione) la provvisionale è identica a quella del Giglio: 300mila euro. Ma alla fine è l’isola quella che ancora si trova con i fondali invasi dai sacchi di malta cementizia su cui per due anni e mezzo ha poggiato la Concordia, in attesa di essere ribaltata e fatta rigalleggiare. Una bomba a orologeria che Micoperi deve disinnescare: l’operazione di ripristino ambientale, da circa 100 milioni, è appena avviata. A marzo dovrebbe cominciare il sollevamento dei sacchi e la rimozione anche delle piattaforme in acciaio, nella speranza non si verifichino incidenti ambientali.
Anche per quello che ancora l’isola dovrà passare, i 300mila euro di provvisionale sembrano pochi. Sono addirittura meno dei 360mila euro riconosciuti all’Inail, ma più dei 50mila assegnati alla Provincia di Grosseto. Al contrario sono stati esclusi dai risarcimenti, Camera di Commercio di Grosseto, ministero dell’Economia e l’associazione di imprenditori e residenti del Giglio Sos Concordia.Fra le associazioni, riconosciute provvisionali minime - 15.000 euro - a Codacon, Confconsumatori e Wwf. Che seguirà da vicino la richiesta per il danno ambientale da oltre 12 milioni richiesta dal ministero.

Per Domnica 30mila euro

Poi, ovviamente, ci sono tutte le provvisionali per le vittime e i feriti della Concordia costituitisi parte civile nel processo contro Schettino. In linea di massima si parla di 30mila euro di risarcimento, che viene riconosciuto anche alla ex “dama bianca” del comandante, la moldava Domnica Cemortan che la sera del naufragio era a cena con Schettino.

Paga anche Costa


Chi paga? Secondo il tribunale Schettino e Costa crociere, insieme. Ma Schettino dovrà risarcire anche Costa spa che, a sua volta, si è costituita parte civile contro il comandante. In questo caso, però, il collegio non ha stabilito una provvisionale. Quindi il conto dovrà essere definito in sede civile. Sempre che la compagnia decida di promuovere un’azione contro l’ex comandante. Ma sono in pochi a scommetterci, considerando l’atteggiamento poco aggressivo che Schettino ha tenuto, per tutta la durata del processo penale, contro il suo ex datore di lavoro.
 

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