Sicurezza
Dura la vita di noi operai: anche la pizza è un lusso
Firenze: le testimonianze delle duecento tute blu all’assemblea regionale della Fiom. «Ho smesso pure di andare a pescare». E col Jobs Act «rischiamo tutti il posto»
"Venti anni fa con due milioni e mezzo di stipendio vivevo bene: oggi ho dovuto smettere anche di andare a pescare». Lorenzo Cauteruccio, 57 anni, dipendente della Perini Cartotecnica di Lucca, è uno dei tantissimi operai in trincea. In trincea nell'anno di grazia 2015, quello del Jobs Act che ha fatto strame dell'articolo 18 e della crisi che non accenna a mollare la presa. Lucchese, una moglie e due figli studenti di 18 e 22 anni da mantenere, Cauteruccio è qui, in una storica casa del popolo fiorentina a San Bartolo a Cintoia, all'attivo regionale dei delegati della Fiom, l'ala dura della Cgil. Mentre il leader dei metalmeccanici Landini parla, l'operaio scuote la testa. E racconta quanto è duro tirare avanti tra Renzi, fabbriche che chiudono, Marchionne vari.
Sono duecento le tute blu all’attivo e vengono da Pistoia, Lucca, dalla costa livornese e dal pisano, da Prato e tanti, ovviamente, da Firenze. «Lavoro all'Ansaldo Breda - dice Albano Tonioni, 47 anni, una figlia e una moglie negoziante - e ho paura per il mio futuro: il nuovo soggetto che dovrebbe acquisirci, giapponese o cinese che sia, a meno di contratti sindacali poco probabili, che scongiurino tale scenario, deciderà, come è per lui ben più conveniente, di riassumere tutti i dipendenti da zero con il nuovo Jobs Act; di punto in bianco, per i primi tre anni ridiventeremo tutti licenziabili».
Mentre il leader Fiom snoda il discorso, incentrato sull'attacco ai diritti dei lavoratori, il taccuino si riempe di testimonianze. «Quando ho iniziato a fare questo lavoro, ventisette anni fa - racconta Walter Marini, operaio 43 enne della Sicip Allarmi di Certaldo - la vita non era di certo questa: adesso posso permettermi al massimo una settimana di vacanze l'anno, e non tutti gli anni». Come fare a mandare avanti una giovane famiglia, con lo stipendio da operaio, e un prestito, oltre che un mutuo, da dover pagare? Antonio Italiano ha 33 anni ed è dipendente della LR di Colle Val d'Elsa, società impegnata nella produzione di gruppi elettrogeni: «Devi rinunciare a tutta la vita sociale - spiega - per cui l'unica pizza che conosci diventa quella fatta in casa. Al cinema vai soltanto una volta l'anno, a Natale, per far felice tua figlia».
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