Il Tirreno

Toscana

Vendola: la Tirrenica si fa se c’è l’ok della Maremma

di Mario Lancisi

Enrico Rossi lo aveva chiamato in causa, ora il governatore pugliese contrattacca. «Sull'autostrada bisogna ragionare con la gente come ho fatto nella mia regione»

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FIRENZE. «Credo che sulla Tirrenica bisogna ragionare con le popolazioni locali. Che da anni sono in rivolta perché considerano l’autostrada Livorno-Civitavecchia inutile e dannosa. Io naturalmente so cosa significa trovare un equilibrio tra interessi contrapposti. Per questo in questi anni non sono mai entrato in polemica con i governatori. Tra noi c’è un fair play istituzionali che Rossi ha infranto. E questo mi secca molto».

Chi parla è Nichi Vendola, presidente della regione Puglia e di Sel, in risposta a Rossi che nell’intervista al Tirreno sull’autostrada Livorno-Civitavecchia ha detto: «Vedo che Sel si scaglia contro la Tirrenica, ma in Puglia Vendola costruisce autostrade, buca le montagne, dice sì all'Alta velocità. Insomma si comporta da uomo di governo». Vendola ci è rimasto male.

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Perché, presidente?

«Mi colpisce lo sgarbo nel tono e negli argomenti, nel tirarmi per i capelli dentro questa torsione polemica che sta avendo l’ultimo Enrico Rossi. Vorrei ricordare garbatamente al governatore della Regione Toscana che la Puglia è stata la prima che ha presentato un piano paesistico territoriale di valore epocale».

Anche la Toscana...

«Noi siamo stati i primi. E vorrei aggiungere che se c’è un segno tangibile del lavoro fatto in questi anni dalla mia amministrazione è proprio quello del contrasto al consumo di suolo e del tentativo di porre al centro dei nostri programmi quello del riuso del territorio. E quando abbiamo dovuto occuparci di strade che creavano un dibattito e un clima di contrasto abbiamo inventato soluzioni innovative come quella della strada parco».

Rossi sostiene che lei in Puglia fa quello che in Toscana Sel si ostina a non voler fare.

«Montagne da bucare non ne abbiamo molte. Le poche che sono state già bucate come il Gargano sono oggetto di un’intensa attività di riassetto idrogeologico. E riguardo all’Alta Velocità Bari -Napoli, 200 chilometri, nel quale attualmente il treno impiega 5 ore e mezzo, io rivendico il modello che abbiamo adoperato al sud, opposto a quello adottato nella Val di Susa. Noi abbiamo lavorato, assieme alla Campania, con le popolazioni. Dal primo progetto di Ferrovie, che ho molto maltrattato, fino all’ultimo, noi abbiamo sempre ricercato la partecipazione democratica. Per cui dico a Rossi: evitiamo spot e gli eccessi di furbizia polemica».

Rossi l’ha citata per la verità come esempio di una sinistra di governo contro Sel che in Toscana si oppone ad un’opera fondamentale per la costa come la Tirrenica.

«A Rossi replico che forza di governo è anche il Pd di Grosseto, che è stato uno dei protagonisti dello stop alla Tirrenica. Quindi non si capisce perché Rossi utilizzi noi come bersaglio della sua polemica politica».

C’è un tentativo di isolarvi in Toscana? Di fare cioè una coalizione per la prossima legislatura che vi escluda dal governo della regione?

«E’ molto triste questo cercare pretesti, questo innalzare muri di incomunicabilità. Sel discute sui temi. Rossi, così immerso nella retorica del cambiare verso, dovrebbe criticare un modello di sviluppo fondato su un sovraccarico di cemento».

All’attacco di Rossi che l’ha così infastidita lei dà un valore politico?

«Certamente. Il presidente Rossi è un entusiasta delle leadership nazionali, non sempre le stesse,per la verità, ha un andamento zigzagante. Ora mi pare sia più renziano di Renzi e forse per questo il suo programma e il suo stile sembrano avere un carattere provocatario nei confronti di taluni alleati».

Ma in definitiva Sel in Toscana si alleerà con il centrosinistra di Rossi?

«Lo deciderà Sel in base della verifica programmatica. Il rapporto con il Pd può essere per noi una scelta. Ma non è certo un destino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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