Attenzione
Il sogno di Lamioni: dare la spallata alla Toscana rossa
Fi, Ndc e Udc scelgono come guida del centrodestra un industriale di Grosseto ma Lega e Fdi presentano un loro candidato. A destra molti polemizzano con la scelta. «Io non appoggio Forza Renzi», tuona Bianconi
FIRENZE. Forza Italia, Ndc e Udc candidano Giovanni Lamioni, 52 anni, imprenditore e presidente di Unioncamere di Grosseto alla guida del centrodestra alle prossime elezioni regionali, e subito scoppiano le polemiche e le prese di distanza. Maurizio Bianconi, ex tesoriere del Pdl, leader degli amici di Fitto in Toscana: «Se appoggio Lamioni? Io i Forza Renzi non li voto, neanche se mi bucano. Parisi e i suoi amici hanno stretto un sodalizio politico con Renzi e Lamioni è espressione di quel gruppo. E poi, a parte le persone, tutte perbene, ma è mai possibile che il candidato del centrodestra alle regionali venga sempre da Grosseto, provincia di 200mila abitani. Prima Antichi, poi Monica Faenzi e ora Lamioni».
Da Bianconi a Giovanni Donzelli, il candidato di Fratelli d’Italia. Alla domanda se, difronte alla candidatura di Lamioni, ritirerà la candidatura, risponde: «Scriva: bocche cucite nei FdI». Surplace, attesa, chissà.
Flashmob leghista. E la Lega nord? Sull’onda dei sondaggi, Matteo Salvini presenta in Toscana l’economista Claudio Borghi, gran fautore dell’uscita dell’Italia dall’euro. E difficilmente confluirà su Lamioni, a meno che non venga trovato un accordo a livello nazionale tra Salvini e Berlusconi. «Noi non vogliamo il Ncd di Alfano», spiega il coordinatore regionale Manuel Vescovi. E ieri in piazza Signoria a Firenze è andato in scena un flashmob leghista: un gruppo di militanti hanno indossato maschere con il volto di Matteo Renzi e di Denis Verdini, stringendosi la mano. Motivo? «In Toscana Verdini ha preso la sua decisione: il centrodestra deve continuare a non infastidire le manovre di Renzi e del Pd - ha spiegato Andrea Barabotti, candidato alle regionali per il Carroccio -. È questa l'unica lettura che si può dare alla scelta di blindare il candidato, proposto dal Ncd, Gianni Lamioni. Sia il nome che il metodo fanno puzzare di vecchio il richiamo all'unità del coordinatore regionale di Fi».
Gruppo perplesso. Mal di pancia anche nel gruppo di Fi in consiglio regionale che puntava sulla candidatura di Stefano Mugnai, l’esperto di sanità. Il gruppo si riunirà domani, ma a Palazzo Panciatichi, sede del parlamentino toscano, si dice che i consiglieri azzurri siano perplessi per la scelta di Lamioni. Non è un mistero che avrebbero preferito Mugnai. «Lamioni è una eccellente ipotesi civica ma non si può escludere a priori una candidatura politica fra quanti in Regione si sono battuti con grande capacità, ad esempio, una sanità migliore e spoliticizzata», spiega l’ex radicale Marco Tardash, livornese, con chiaro riferimento a Mugnai.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10786314:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/02/02/news/regionali-niente-firme-per-i-civatiani-sara-rossi-il-candidato-pd-1.10786314]]Quel gol di Gigi Riva. Con queste premesse al posto di Lamioni molti altri politici non si muoverebbero da Grosseto. Imprenditore di una cooperativa che opera nel settore del restauro archeologico, presidente di Unioncamere grossetana e vice presidente di quella nazionale, membro della società Dante Alighieri (il vicepresidente è Gianni Letta), sposato con una figlia, 17 anni e un figlio, 13 anni, Lamioni avrebbe buoni motivi per starsene tranquillo nella sua Grosseto.
E invece ha deciso di sbarcare a Firenze per sfidare Rossi. Mercoledì verrà nel capoluogo toscano per presentarsi alla stampa. Firenze è in fondo nel destino di Lamioni. La prima volta ce lo portarono a 6 anni, nel novembre del 1969, a vedere Fiorentina-Cagliari, vittoria dei sardi con gol di Riva. Non si perse d’animo, anzi nacque da quella sconfitta sotto una pioggia battente (era l’anno in cui Nada esordì a Sanremo con Ma che tempo fa) la sua passione per la Fiorentina (non a caso la figlia si chiama Viola).
A cavallo con la Faenzi. A Firenze Lamioni si è anche laureato, in Scienza politiche alla Cesare Alfieri di Giovanni Spadolini con una tesi sulla comunicazione, e da giovane ha sognato anche di fare il giornalista. Oltre alla Fiorentina, è appassionato di cinema, soprattutto della commedia all’italiana, e stravede per i film di Mario Monicelli. Amico di Antichi, che lo voleva candidare a sindaco di Grosseto nel 2005, e della parlamentare Monica Faenzi con la quale condivide la passione per i cavalli, da mercoledì Lamioni si metterà a girare la Toscana per cercare di sare la spallata al governo di centrosinistra. Agli amici che lo guardano con occhi scettici ama ripetere: «Ragazzi, ma quattro anni fa ci avresti creduto che Renzi sarebbe diventato premier? Eppure è successo...».
Da Francesco Bosi (Ucd) a Paolo Bartolozzi (Fi), da Gabriele Toccafondi a Alberto Magnolfi (Ndc), tutti plaudono alla candidatura di Lamioni. E spera di recuperare anche la Lega e i FdI. Ma soprattutto di convincere i toscani, gli incerti, il grande partito degli astensionisti.
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