Toscana
Toscana, mezzo miliardo di lavori per combattere il dissesto idrogeologico
Presentato un piano con 422 progetti: la regione è la terza in Italia per interventi da realizzare. Qui nel 2014 si sono verificati il 25% delle grandi alluvioni
FIRENZE. Solo nel 2014, è stata colpita da quattro grandi alluvioni, il 25% di quelle registrate in Italia. Un disastro nazionale su quattro si è registrato in Toscana: Lucchesia, Grosseto, Massa Carrara, provincia di Pisa. Non sorprende, perciò, che la Toscana risulti la terza regione per progetti di contrasto al dissesto idrogeologico, anticipata solo da Emilia Romagna e Veneto.
Secondo i dati dell'Anbi - Associazione nazionale bonifiche irrigazioni e miglioramenti fondiari, di fatto l'associazione dei Consorzi di bonifica - il piano nazionale di interventi per la riduzione del rischio idrogeologico è composto da 3.335 opere per un valore di 8,4 miliardi. E deve essere valutato in fretta dalla struttura di missione di Palazzo Chigi contro il rischio idrogeologico guidata da Erasmo D'Angelis.
Presentati 422 progetti
Infatti - come spiega a Roma in un convegno - questi interventi sono soprattutto ''manutenzioni straordinarie delle opere di bonifica, di sistemazione e regolazione idraulica, di ripristino di fenomeni di dissesto idrogeologico''. La Toscana propone 422 opere di "sistemazioni idrauliche, manutenzioni straordinarie e adeguamenti funzionali delle opere di bonifica, ripristino funzionalità idraulica dei canali e dei corsi d’acqua, opere di consolidamento dei versanti, ripristino briglie e arginature" per un ammontare che supera abbondantemente il mezzo miliardo di euro.
La cifra non deve meravigliare. Infatti, secondo dati del Ministero dell’Ambiente - si legge in una relazione di Anbi - il 9,8% del territorio nazionale è costi tuitoda aree ad elevata criticità idrogeologica; si tratta dell’82% dei Comuni, dove si stimano a rischio 6.250 scuole, 550 ospedali, circa 500 mila aziende (agricole comprese), 1,2 milioni di edifici, residenziali e non. "Con riferimento alla popolazione - prosegue il report -si calcolano 6.1 54.011 abitanti in aree ad elevata criticità idraulica (dati ISPRA, l'Istituto di ricerca del ministero) e circa 22 milioni di abitanti su territori a rischio medio".
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Mezzo milione di frane
Oltretutto uno studio recente - sottolinea l'associazione dei Consorzi di bonifica - attesta che l’Italia è anche il paese europeo maggiormente interessato da fenomeni franosi. Infatti, in Italia sono state censite 499.511 frane (pari a circa il 70% di quelle mappate in Europa). E, sempre secondo stime Ispra, la popolazione esposta a feno meni franosi in Italia ammonta a 1.001.174 di abitanti. Da qui, i Consorzi di bonifica rivendicano il proprio ruolo fondamentale nel contrasto al rischio idrogeologico, ricordando - ad esempio - che senza i lavori che svolgono non sarebbero in sicurezza neppure infrastruttrure importanti come l'autostrada Firenze-Roma. Infatti, evidenziano che la maggior parte dei progetti presentati dalle Regioni riguardano:
- lavori di adeguamento e ristrutturazione di torrenti
- interventi di manutenzione del reticolo idraulico a difesa dei centri abitati;
- realizzazione di opere per la laminazione delle pi ene al fine di smaltire gli ingenti volumi idrici derivanti dai bacini montani e corrivati sempre più rapidamente, a causa dell’assenza delle sistemazion i agrarie;
- lavori di adeguamento della rete di bonifica, dell e arginature, degli impianti idrovori al fine di adeguare le opere al territorio urbanizzato;
- interventi di manutenzione straordinaria dei fossi minori e delle opere idrauliche;
- lavori di stabilizzazione delle pendici, collinari e montane
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