Attenzione
Strade, scuole, case: cento milioni di opere incompiute
Il ministero censisce i lavori iniziati e mai finiti. In Toscana 43 casi: ecco dove sono le struture a metà
LIVORNO. Scuole, case popolari, palestre, porti, aeroporti, svincoli stradali e perfino residenze sanitarie per anziani. Sono le cosiddette opere incompiute, quelle iniziate con progetti spesso roboanti, molte altre volte di piccola e media entità che però hanno prodotto solo scheletri, ruderi e comunque non trovano la via di diventare finalmente fruibili. Tutte però accumunate da una costante decisamente spiacevole: sono già costate un mare di euro e spesso, per essere completate, ne hanno bisogno di un altro bel pacchetto.
Insomma, in questi tempi di ristrettezze per tutti ed in particolare per le amministrazioni pubbliche, questa situazione somiglia ad una specie di eresia: come denuncia Riccardo Nencini, viceministro alle Infrastrutture, a tre anni dall’entrata in vigore di una legge che rende obbligatorio questo particolare censimento, si scopre che in Italia ci sono almeno 693 strutture iniziate e mai completate, per una spesa totale che che supera i tre miliardi. E che, cosa ancora peggiore, per recuperarle serve almeno un altro miliardo e mezzo, con il Lazio in testa alla classifica con 82 progetti da completare, comprese le famose Vele di Calatrava, nella Città dello sport, alla periferia di Roma, che dovevano essere pronte per i Mondiali di nuoto nel 2009.
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Toscana in pole. Una classifica con il timbro del governo in cui, si fa per dire, la Toscana si difende piuttosto bene. Secondo l’anagrafe che sta compilando e aggiornando costantemente il ministero, nel 2013 le opere incompiute della regione erano ben 43, per un importo complessivo degli interventi, in base al quadro economico ufficiale, di circa 96 milioni di euro e una stima, per l’eventuale completamento, che ammonta a 16 milioni.
Case e scuole, ma a metà. Dunque, il territorio, già abbastanza tartassato dal cemento, è costretto a subire anche lo sfregio di cose ideate e finanziate, ma realizzate sempre a metà. In Toscana sembrano dominare gli insediamenti di edilizia popolare, come quelli della provincia di Lucca ad esempio, con un paio di casi di cui parliamo a parte. Ma non mancano purtroppo anche le scuole, soprattutto materne, oltre a casi come la pista ciclabile di Abbadia San Salvatore (619mila euro già spesi), sulle pendici del Monte Amiata, in provincia di Siena, o come la costruzione di loculi nel cimitero di San Quirico (qui gli euro sono 49mila), a Vernio, in provincia di Prato. Comunque, non ci sono limiti alla fantasia, visto che a Casciana Terme hanno speso 300mila euro per adibire un edificio a “Ritrovo del forestiero” per poi ridimensionarlo, mentre sempre a Vernio, secondo l’anagrafe, 108mila euro sono finiti in un parcheggio che al momento dell’indagine era ancora tristemente chiuso. Un po’ più a sud, a San Gimignano, di milioni ne hanno spesi invece ben tredici per una variante stradale esterna all’abitato che, fino alla data presa in esame dai tecnici ministeriali, non aveva mai visto la luce.
ALCUNI CASI ECLATANTI
- Case popolari a Torre del Lago, stop infinito: anche il cartello è scolorito
- Lucca, case con il contagocce
- Aulla: qui mai una lezione
- Castiglione della Pescaia: un rudere gli anziani
Note positive. Fortunatamente, non manca comunque qualche buona notizia. Alessio Torrigiani, sindaco di Lamporecchio, in provincia di Pistoia, da noi interpellato, rimanda al mittente la segnalazione che riguarda l’impianto di illuminazione del campo sportivo “I Giardinetti”, opera da 300mila euro che nell’anagrafe risulta ancora incompleta: «Invece è stata fatta - dice Torrigiani - ed anche da diverso tempo. Tanto è vero che che si stanno già disputando anche tornei in notturna. Per completarla aspettavamo dei soldi avanzati dai mondiali di calcio Italia ’90 che poi sono arrivati». Si sfila dal plotone delle “incompiute” anche Fabrizio Manfredi, presidente del parco regionale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli. In questo caso si parla della realizzazione di strutture di accoglienza per cavalli, ippoterapia e attrezzature per visite guidate nella tenuta di San Rossore per una spesa di un milione e 200mila euro. Ebbene, Manfredi ci ha annunciato che i lavori sono stati completati proprio in questi giorni e che l’inaugurazione è in programma per i prossimi mesi.
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