Il Tirreno

Toscana

LA DENUNCIA

I computer ci aiutano: noi procuratori però siamo vecchi e spesso non li sappiamo usare

di Samuele Bartolini
Il procuratore Tindari Baglione
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Il procuratore Tindari Baglione

La difesa di Tindari Baglione, procuratore generale alla Corte d'Appello di Firenze, in occasione dell'anno giudiziario. "Lavoriamo tutti insieme per dimostrare come la giustizia sia efficiente, e inToscana va meglio che in altre regioni. Soffriamo di carenza di organici, di strutture e di risorse economiche".

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FIRENZE. «Da noi si lavora in equipe. Io che sono il procuratore generale svolgo il ruolo del capitano e tutti i lavorano per dimostrare come la giustizia sia efficiente. Grazie anche all'aiuto dell'informatica e dei computer che ci permettono di collegarci con il tribunale del riesame. Anche se - noi procuratori - siamo vecchi e spesso il computer non lo sappiamo usare». Un’affermazione, quella del procuratore della Corte di Appello di Firenze, Tindari Baglione, che fa pensare, considerando che i magistrati possono restare al lavoro fino a 70 anni e che, nonostante che esistano persone avanti con gli anni in grado di usare le più avanzate tecnologier informatiche, ammettono stavolta di avere delle difficoltà.

Comunque, al di là della difesa, lo stesso Baglione sottolinea come nella regione “siamo alla frutta”. La Toscana soffre di carenza di organici, carenza di strutture e carenza economica. Il grido d'allarme è generale. La giustizia in Italia è una malata grave. E la Toscana non fa eccezione. L'occasione per parlarne è coi fiocchi: l'inaugurazione dell'anno giudiziario al Palazzo di Giustizia. Baglione lancia l'allarme di fronte ad una platea di primo piano. Siedono nelle prime file l'eurodeputata del Pd Simona Bonafé, il sindaco Dario Nardella, l'assessore regionale Bugli, il rappresentante del ministero della Giustizia Cosimo Maria Ferri, il componente del Csm Giuseppe Fanfani.

Quindici anni senza un concorso. Parole come pietre, a braccio, fuori dalla lettura della relazione: «Sono 15 anni che non fanno un concorso per il personale amministrativo. Siamo in mano ai ragazzi del servizio civile pagati dalla Regione che per carità sono bravissimi. Ma è possibile andare avanti così?». E ancora. «Io come procuratore ho un solo direttore di cancelleria. A Prato c'è una situazione di organico disastrosa. Il sostituto procuratore è molto anziano e io non ho nessun giovane da mandargli.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10734573:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/01/25/news/tribunali-lenti-come-lumache-1.10734573]]La falla dei grandi processi per la strage di Viareggio e della Concordia hanno messo il dito nella piaga: gli organici ridotti all'osso. «Quando si sono aperti questi processi, i colleghi procuratori di Lucca e Grosseto - denuncia Baglione - hanno dovuto fare tutto da soli. Nessuno ha mandato loro dei sostituti per seguire le pratiche ordinarie». Con la conseguenza che i tempi lunghi della giustizia si sono ulteriormente allungati.

Ci vuole una task force. Ecco allora la necessità di una task force di pronto intervento. “Lo chiedo al ministero della Giustizia e al parlamento – continua il procuratore generale -. La task force deve servire a colmare possibili deficienze di organico nelle emergenze rispetto alle quali le risorse dei magistrati distrettuali e le applicazioni intra ed extra distrettuali risultano insufficienti”. Anche perché “il sistema giudiziario è dotato di una scarsa flessibilità operativa, malgrado la realtà dei fenomeni criminali ponga, talvolta, questo o quell'altro ufficio di fronte a eventi di tale portata da rendere inadeguato l'organico”.

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