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L'algebra della felicità: l'umanità oltre gli algoritmi
Nel libro di Domenico Ventriglia, pubblicato da "Nutrimenti", un programma è in grado di calcolare le persone fino a prevederne i sogni. Ma un bambino, Darwin, può rovesciarlo e innescare la rivoluzione
Può l’evoluzione della specie umana selezionare un bambino predestinato alla gioia: un bambino perfetto perché geneticamente felice? È la prima metà di una domanda di fondo, in un mondo in cui i sentimenti di ciascuno – i nostri affetti, i nostri acquisti, le nostre idee, i luoghi, i gusti, le paure – sono oggetto di statistica in tempo reale che diventa immediatamente un bene da vendere al miglior acquirente.
Se lo chiede Domenico Ventriglia, nel libro “L’algebra della felicità” pubblicato da Nutrimenti. La questione che pone Ventriglia – informatico, project manager di 41 anni, al suo libro d’esordio – è calata in un presente che finge soltanto di essere futuribile. È un mondo che assomiglia a tutto ciò che già sappiamo, noi che affidiamo la nostra vita – le preferenze, le relazioni, le scelte, i luoghi – ai social network, ai siti specializzati, alla Rete. Porgendo continuamente la nostra intimità a un qualche algoritmo in grado di trasformarla in denaro. Nel libro noi tutti siamo gli stessi, è l’algoritmo che si è evoluto a tal punto da poterci calcolare con precisione. Dentro “L’algebra della felicità” un’azienda è in grado di prevedere addirittura i nostri sogni attraverso il programma “Sfera di Cristallo”. L’azienda può misurare e orientare la nostra individualità fino a renderci infelici, perché ci sono bit che valgono più di altri.
Una minaccia che ci riguarda tutti tranne uno, il bambino Darwin. A lui – “l’eletto” del film Matrix, l’Harry Potter del codice binario – conduce un aspetto insperato dell’evoluzione umana. Darwin non può essere calcolato, per il programma “Sfera di cristallo” è una variabile impazzita, un virus. Supportata da una comunità digitale che a tratti si fonde con un’idea di famiglia virtuale, altrove con la vita di un quartiere, la felicità di Darwin minaccia il sistema che ci vuole schiavi emotivi. E qui arriva la seconda parte della domanda, quella che riguarda la resistenza: Darwin può albergare in ciascuno di noi?
Nell’intuizione estemporanea, nella fantasia, nella scintilla che ci fa cambiare idea, siamo stati selezionati per essere imprevedibili, dunque salvi. Darwin, il guru, il condottiero di una pattuglia digitale che può salvare il mondo, è la prova che abbiamo una speranza. È la speranza, infatti, il sentimento che attraversa “L’algebra della felicità”, e risiede nella nostra forza interiore e nell’aiuto che possiamo ricevere dal prossimo. Una speranza da portare con noi, come augurio, nel nuovo anno.
“L’algebra della felicità”, Domenico Ventriglia, Nutrimenti, 14 euro, 112 pagine
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