Il Tirreno

Toscana

Renzi, tre carte per sedurre la Merkel

di Mario Lancisi
Matteo Renzi e Angela Merkel
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Matteo Renzi e Angela Merkel

Uffizi, David e Ponte Vecchio: giovedì il premier prova a incantare la cancelliera. Anche con la ribollita

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FIRENZE. Tre ore per incantare frau Angela Merkel. È il tempo che il premier Matteo Renzi avrà a disposizione per convincere la Cancelliera ad attenuare la rigidità tedesca sui conti pubblici e sulla legge europea sul made in ltaly. Il nocciolo politico del vertice italo-tedesco che si terrà giovedì mattina, 40 minuti con il seguito della conferenza stampa, poi la Merkel riprenderà l’aereo alla volta di Berlino, ma il preludio si avrà domani sera quando Renzi e la Cancelliera ceneranno insieme a Palazzo Vecchio e poi l’ex sindaco accompagnerà l’ospite lungo il corridoio Vasariano fino agli Uffizi. Tre ore di galanteria.

Renzi farà da cicerone alla Merkel nel segno della bellezza. E non è un’interpretazione: il premier stesso ha sottolineato che vorrebbe salvare l’Europa dalle rigide imposizioni tedesche anche cercando di incantare la Cancelliera attraverso l’arte di Firenze.

Una sola volta a Firenze. La Merkel non sembra facile alle suggestioni, però quando nel marzo scorso Renzi, al termine del primo incontro italo-tedesco, svoltosi a Berlino, le propose di tenere a Firenze il secondo vertice, la Cancelliera rispose di essere entusiasta, anche perché in riva all’Arno è venuta una sola volta. E Renzi, comunicatore e seduttore politico, ha voluto giocare in casa, nella città dove è stato sindaco, il ritorno dell’eterno incontro e scontro tra Italia e Germania, a cominciare da quello pallonaro del famoso 4 a 3 dei mondiali del 1970...

Il grande circo dei media è invitato ad assistere alla scena del vertice, venerdì mattina, istituzionale e paludato, in cui si parlerà di Europa, di conti pubblici e di cooperazione commerciale; ma non ha possibilità di accesso al retroscena dell’incontro, dove Renzi e la Merkel saranno soli, con pochissimi eletti al seguito.
Tre ore di galanteria, dunque. Richiamano alla mente “altre” tre ore, famose nella storia della letteratura. Due secoli e mezzo fa, il più grande letterato tedesco e il più famoso viaggiatore culturale della storia quasi snobbò Firenze. Nel suo primo Viaggio in Italia, Wolfang Goethe si sofferma a Firenze solo per tre ore, appunto, perché è smanioso di partire per Roma. Visita soltanto il Duomo e il Battistero. È il 25 ottobre del 1786. Speriamo che Angela Merkel si infatui un po' di più...

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Quali sono le armi di Matteo? Il premier illustrerà all’ospite gli affreschi di Vasari in palazzo Vecchio e del Ghirlandaio nella sala dei Gigli, in cui alle pareti figura l’emblema angioino dei gigli d’oro di Francia, in omaggio ai francesi (chissà se farà piacere alla Cancelliera), poi il Corridoio Vasariano che da Palazzo Vecchio conduce attraverso un percorso sopraelevato a Palazzo Pitti, passando dagli Uffizi, dove la Merkel potrà ammirare, tra gli altri, i quadri del pittore tedesco Durer, e dal Ponte Vecchio.
Il patto della ribollita. Sì, i quadri, le stanze affrescate, i palazzi rinascimentali, ma a frau Merkel piace la cucina, soprattutto quella toscana, e Renzi ha dato ordine al catering Guido Guidi di allestire una cena tipica fiorentina a base di ribollita, pappa al pomodoro e la classica bistecca. Il tutto accompagnato da vini toscani. I fiorentini in vena di battute hanno ribattezzato il secondo vertice italo-tedesco come il patto della ribollita.

La torre di Pisa. La Merkel atterrerà domani verso le 18 all’aeroporto militare di Pisa, e potrà ammirare, seppure in lontananza la torre pendente, poi di gran carriera si recherà a Firenze. Prima tappa, in albergo, al Savoy in piazza della Repubblica. Da qui a piedi attraverserà via Calzaiuoli e sarà quasi subito in piazza Signoria, dove c’è il famoso caffè Rivoire, luogo amato da Sandro Pertini per le sue cioccolate calde. Poi in Palazzo Vecchio l’incontro con Renzi, dieci minuti prima delle venti. Venerdì poi vertice sotto lo sguardo più famoso del mondo, quello del David di Michelangelo. All’ora di pranzo, frau Merkel ripartirà per Berlino.

Nardella e Tchaikovsky. «Mi auguro che Firenze ispiri la cancelliera Merkel e il presidente Renzi nel lavoro nell'interesse dell'Europa e dell'Italia, e porti fortuna a Renzi per i suoi progetti futuri, difficili, ambiziosi, ma sono sicuro, raggiungibili», dice il sindaco di Firenze Dario Nardella. Che, oltre a fare il sindaco, ama suonare il violino. Non come Pyotr Tchaikovsky, che dimorò a Firenze e compose grande musica, in una casa in via San Leonardo, sul poggio di Forte Belvedere. E i paparazzi che inseguiranno la Merkel non sono come Henri Cartier-Bresson, che ha fotografato Firenze in molti angoli famosi e minimali; famosi i suoi scatti in piazza della Repubblica, proprio dove dormirà Angela. Poi il legame viscerale con i letterati anglosassoni. Soprattutto Elizabeth Browning, Henry James e George Eliot che hanno vissuto a lungo in case e ville della città. Insomma Firenze fa innamorare i grandi e gli stranieri, sai che scoperta. Ora arriva una straniera in più. Una speciale. Sedurla sarebbe importante.

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