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Le Province svuotate ma non scompaiono

Le Province svuotate ma non scompaiono

Approvata dalla giunta toscana la proposta di legge che riorganizza le funzioni. Alla Regione agricoltura, rifiuti, lavoro. Strade e edilizia scolastica: tutto come ora

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FIRENZE. La Regione scopre le carte sulla redistribuzione delle deleghe, toglie alle Province buona parte delle funzioni amministrative, ma la tanto sbandierata abolizione degli enti provinciali non ci sarà. Ci vorrà un anno per il trasferimento di crediti e debiti alla Regione, ma hanno comunque salvo il posto di lavoro i 4.500 dipendenti che rischiavano di trovarsi per strada. È scritto in una proposta di legge licenziata ieri dalla giunta guidata da Enrico Rossi. Ora la palla passa al consiglio regionale che dovrebbe approvarla entro qualche settimana.

Cosa si prende la Regione. La Regione si riappropria dei settori lavoro, agricoltura, ambiente e progettazione di strade d'importanza strategica. Tornano a gravitare su Firenze-capoluogo tutti i centri per l'impiego finora gestiti a livello provinciale: orientamento e formazione professionale, compresa la formazione degli operatori turistici. Sarà creata un'agenzia regionale ad hoc per le politiche del lavoro e la polizia provinciale, ma è tutto bloccato in attesa dei decreti del Jobs Act. La Regione si riprende le funzioni agricole, anche quelle delegate alle Unioni dei Comuni. Vengono accentrate la forestazione, caccia e pesca. La Regione potrà dire la sua in materia di rifiuti, difesa del suolo, tutela della qualità dell'aria e dell'acqua, inquinamento acustico ed energia, osservatorio sociale e sulle autorizzazioni come Aia (autorizzazione integrata ambientale), Vas (Valutazione ambientale strategica), Via (Valutazione d’impatto ambientale) e Aua (autorizzazione unica ambientale). Per quanto riguarda le strade, progettazione e realizzazione di opere strategiche saranno regionali. Il genio civile sarà presente nei territori e competente per progettazione, manutenzione e polizia idraulica.

Le funzioni di Province, Comuni e Città metropolitane. Le Province non scompaiono. Dunque la profezia di Renzi si sgonfia. La proposta di legge regionale le asciuga di tante competenze, ma qualcosa rimane in piedi. Innanzitutto, le strade che non sono di interesse regionale. Quelle rimangono a gestione provinciale. Ma le stesse strade progettate e realizzate dalla Regione perché considerate importanti nell'architettura viaria toscana, saranno mantenute dalle Province. La stessa edilizia scolastica rimane sotto il controllo provinciale. Ai Comuni vanno le competenze su turismo - salvo la raccolta di dati statistici -, sport, albi regionali e interventi pubblici di forestazione che erano finora delle Province. Svolge un ruolo autonomo la Città metropolitana di Firenze. Che potrà occuparsi, sempre che i Comuni lo vogliano, di urbanistica e piano strutturale, mobilità, viabilità e edilizia scolastica.

Il destino dei dipendenti. I 4.500 dipendenti delle Province vengono riassorbiti in Regione o nei Comuni e si portano dietro le funzioni che svolgono, ma nella stragrande maggioranza dei casi non dovranno sloggiare dal posto dove si trovano. Rimarranno nello stesso ufficio, con la stessa scrivania e il medesimo computer. Semplicemente sarà cambiata fuori dalla porta la targhetta. Un esempio. L'ufficio agricoltura della Provincia di Prato diventerà ufficio agricoltura della Regione, sezione di Prato. La Regione si impegna a mandare in pensione i lavoratori con le regole precedenti alla riforma Fornero affinché non vengano penalizzati.

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