Sicurezza
Toscana no slot, ecco i contributi e le agevolazioni per i locali virtuosi
La Regione approva la bozza di regolamento per il contrasto alla ludopatia: i Sert coinvolti nei progetti di reinserimento delle persone dipendenti. I Comuni dovranno vigilare su chi toglie le videolottery
FIRENZE. Saranno le Società della Salute (dove esistono) o i Comuni a pubblicare i bandi e distribuire i finanziamenti per il re-inserimento delle persone dipendenti da gioco. A 15 mesi dall'approvazione della legge per il contrasto alla "ludopadia", la Regione mette mano anche al regolamento che deve dare gambe a questa normativa. Annunciando perfino la creazione di un portale per i pubblici esercizi e i circoli "virtuosi": tutti quelli che si libereranno (o si sono liberati) delle macchinette - videolottely o new slot machine - che garantiscono vincite in denaro godranno di una sorta di pubblicità riflessa. La Regione pubblicherà i loro nomi (e indirizzi) sul proprio sito, precisando che sono entrati a far parte del club dei locali "no slot" sui quali anche Il Tirreno ha portato avanti un'ampia campagna.
Logo no slot
Il logo "no slot" - marchio di qualità da affiggere ai vetri dei locali "gambling free", liberi dal gioco, è previsto all'articolo 12 della legge 57 approvata a ottobre del 2013. Ma ancora, di fatto, non esiste perché la legge, come sempre in Italia, rimandava a un regolamento di attuazione. Da pochi giorni la giunta ha approvato il testo che deve, ora, essere votato dal consiglio regionale.
La proposta, comunque, prevede che il logo "elaborato dalla direzione competente in materia di comunicazione in collaborazione con la direzione del settore socio-sanitario - sia approvato dalla giunta "sentito l'osservatorio sul fenomeno della dipendenza da gioco". Approvato il logo "no slot", la Regione approverà sul proprio sito un portale "per la gestione di tutte le richieste del logo e per la pubblicazione dell'elenco dei pubblici esercizi e circoli che lo utilizzano".
Come e a chi dare il logo no slot
Il problema è che per regolamentare le modalità di utilizzo del lodo e per "individuare gli impegni che gravano su coloro che lo utilizzano" la Regione rimanda a un disciplinare d'uso che dovrà essere approvato con un decreto dirigenziale. Quindi ci sarà da aspettare ancora (speriamo non un altro anno e mezzo).
In compenso, il regolamento stabilisce già che spetta ai Comuni "titolari della funzione di vigilanza e controllo" il compito di "verificare che i locali rispettino gli impegni" che si dovranno assumere in base al disciplinare (ancora da scrivere) una volta che esporranno il logo "no slot". Se non lo faranno - ad esempio rimettendo slot machine - il Comune dovrà rimuovere subito la vetrofania e dovrà segnalare l'infrazione alla Regione che cancellerà il locale anche dall'elenco dei pubblici esercizi virtuosi. Niente più pubblicità gratuita, insomma.
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L'osservatorio sul gioco
Il primo obiettivo del regolamento, comunque, è far funzionare l'Osservatorio regionale sul fenomeno della dipendenza da gioco, dal quale, nei fatti, dipendono le azioni concrete di contrasto alla ludopatia. Previsto dall'articolo 15 della legge del 2013, finora è rimasto sullacarta. Oggi inizia a prendere forma. Intanto si prevede che abbia sede alla direzione del dipartimento Sanità della Regione. Inoltre può essere convocato dal presidente della Regione o su richiesta dell'assessore regionale alla Sanità o di almeno un quinto dei componenti. Le sedute sono valide alla presenza della maggioranza dei componenti e le decisioni sono approvate a maggioranza dei presenti (in caso di parità il voto del presidente della Regione prevale).
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I contributi per la ludopatia
L'importanza del regolamento è che, finalmente, stabilisce come verranno distribuiti i contributi regionali per il contrasto alla ludopatia in base a progetti promossi dal terzo settore (dalle associazioni di volontariato).
Con una delibera di giunta - specifica il regolamento - alle Società della Salute o, in alternativa ai Comuni (dove le Società della Salute non sono costituite) verranno "impartiti gli indirizzi per l'approvazione dei bandi finalizzati alla concessione dei contributi per la realizzazione di reinserimento sociale" di persone dipendenti da gioco e per il sostegno alle loro famiglie. Questa delibera della giunta regionale dovrà anche precisare gli importi massimi dei finanziamenti a carico della Regione per le varie iniziative e specificare che i Sert (i servizi delle Asl per il contrasto alle dipendenze) dovranno essere coinvolti nella valutazione dei progetti presentati dalle associazioni. I progetti - sottolinea il regolamento - verranno valutati "prioritariamente sulla base del livello di integrazione operativiva tra i servizi sociali e sanitari territoriali, nonché della previsione di un percorso personalizzato di reinserimento sociale, accompagnato da specifiche attività di tutoraggio". In sostanza, più i progetti di reinserimento saranno "ad personam" e più avranno possibilità di essere sostenuti dalla Regione.
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