Italia
E c'è chi dalla strada torna al coperto
Andrea Kaemmerle trasferisce l'esperienza "on the road" al Teatro delle Sfide di Bientina e al Verdi di Casciana
BIENTINA. Dalla strada al teatro. Dall’open space allo spazio del palcoscenico. Insomma dall’aperto al chiuso. Andrea Kaemmerle, padre fondatore di quel format godibilissimo che è “Utopia del Buongusto”, non tradisce i trascorsi “on the road” e piuttosto trasferisce quell’esperienza fra le mura delle Sfide di Bientina e del Verdi di Casciana Terme, teatri della cui programmazione è il responsabile.
«Iil teatro di strada – dice – è quello che mi fa stare meglio. L’ho scoperto nel 1993 quando da attor giovane, iscritto al Dams di Bologna, ho avuto la fortuna di incontrare i Derevo, un gruppo di clown russi, allievi del mitico Slava Polunin. Mi si è aperto un mondo, solare e istintivo, ma anche crudele. Il pubblico che incontri in strada non ti sceglie a tavolino, è un incontro/scontro che ha in sè qualcosa di naturale e di spontaneo, ma con un tocco di magia indicibile. Poi con Otto e Barnelli ho scoperto l’importanza della musica e il cerchio si è chiuso. Con queste armi, come un alieno l’artista di strada sbarca in mezzo al pubblico normale e lo incanta. Così ho fatto col mio “Adrenalina clown jazz band”, io, due musicisti e più di mille repliche».
Solo in seguito arriverà “Utopia del Buongusto”, una formula che ha fatto scuola.
«La strada più di qualsiasi altra palestra, mi ha fatto capire il pubblico, coi suoi umori e le sue emozioni, un pubblico verso cui devi sempre avere il massimo rispetto. Ma il mio, più che teatro di strada, lo direi teatro urbano, un pool di mille palcoscenici, finestre, slarghi, crocicchi, scalinate, parchi ma anche alberi, taxi, vagoni ferroviari o cabine della funivia. Nei suoi 20 anni Utopia ha toccato qualcosa come 300 diverse location, questa è la sua forza, ogni volta ci devi mettere l’energia giusta perché ogni posto ha il suo genius loci. Utopia è un ponte ideale tra la prosa tradizionalmente intesa e il teatro strada, un palco, due luci, una platea di sedie alla buona e un pubblico che paga, poco ma paga».
Il doppio palcoscenico, Bientina e Casciana Terme, consente l’apertura estate e inverno.
«La strada ti insegna a improvvisare, a accorciare i tempi, a creare più livelli di comprensione. Tutto questo trasferito in teatro è ancora più efficace , le persone hanno voglia di essere coinvolte. Mi piace un teatro semplice, che non vuol dire banale, diretto e sanguigno. Ormai si è un creato un bel corto circuito, un nuovo universo che spero comunichi sempre meglio e più intensamente».
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