Il Tirreno

Toscana

SANITA'

Troppa influenza, limitati gli interventi chirurgici

Un pronto soccorso affollato in Toscana
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Un pronto soccorso affollato in Toscana

Assalto ai punti di pronto soccorso, a Pescia e Pistoia solo operazioni urgenti

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PISTOIA. oppi accessi ai pronto soccorso a causa del picco di influenza. Così negli ospedali di Pistoia e Pescia, proprio per dare spazio al conseguente aumento di ricoveri, «a partire dalla prossima settimana – spiega l’Asl – saranno garantiti solo gli interventi chirurgici urgenti e oncologici».
Una decisione clamorosa, resasi necessaria a causa di un sovraffollamento senza precedenti ai dipartimenti di emergenza-urgenza, dovuto per lo più alla riduzione delle vaccinazioni antinfluenzali che, diversi medici da noi contattati, credono sia la conseguenza «dell’allarme ingiustificato sulle morti erroneamente dovute all’uso del Fluad».
Ma forse – come sostengono dagli Stati Uniti – una delle cause è da ricercare anche nell’inefficacia dell’antinfluenzale. Ai Deu dei presidi ospedalieri pistoiesi, dal 1º al 15 gennaio, sono giunti 434 pazienti in più rispetto allo stesso periodo del 2014. Da Capodanno – spiegano dall’azienda sanitaria – si registrano 263 accessi a San Marcello, 1.717 a Pescia e ben 2.544 a Pistoia, con una media quotidiana di circa 300 pazienti e picchi di oltre 170 al giorno solo nella struttura del capoluogo. Conseguente all’incremento degli accessi è quello dei ricoveri, passati da 570 a 643.
Emergenza in tutta la Toscana. Pistoia non è l’unica Asl alle prese con il sovraffollamento dei pazienti. Al pronto soccorso del Lotti di Pontedera normalmente si presentano fra le 150 e le 170 persone, mentre negli ultimi giorni si sono toccate le 200. A Massa il 5 gennaio c’è stato il record di 198 accessi. Incrementi importanti anche a Cisanello, dove fra Natale e la Befana sono stati gestiti 300 pazienti in più dell’anno prima (con un surplus di 100 ricoverati). A Grosseto +10-20% di ingressi al Deu, tanto che negli ultimi dieci giorni – dalle 150 persone che si presentano ogni giorno – si è arrivati a punte di 200. A Portoferraio, nell’ultimo mese, gli ingressi al pronto soccorso sono stati cento in più di un anno fa.
Anziani a rischio. Sono più del previsto gli anziani che quest’anno non hanno fatto ricorso al vaccino. A dirlo molti professionisti, fra cui il presidente dell’Ordine dei medici di Pisa, Giuseppe Figlini.
«Dopo i morti erroneamente imputati al Fluad – spiega il dottore – molte persone, per paura di morire, non si sono sottoposte al vaccino antinfluenzale. Questo è il risultato».
Secondo gli esperti, nell’ultimo periodo, sono aumentate notevolmente le infezioni da pneumococco, situazione che può portare a polmoniti e a un generale aggravio di un quadro clinico non roseo. Per questo il consiglio dei medici è di vaccinarsi al più presto. Solo all’Elba, nelle ultime settimane, le polmoniti sono aumentate del 50% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. «Ho dovuto riempire interamente i reparti di medicina e ortopedia – spiega il direttore dell’ospedale di Portoferraio, Bruno Graziano – e sono stato costretto a ricoverare pazienti in reparti diversi da quelli che normalmente si sarebbero visti assegnare. È un’annata difficile».
Gli esperti dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta hanno invece rivelato che il vaccino antinfluenzale distribuito quest'anno è efficace solo nel 23% dei casi, contro il 33% stimato.
Nessun problema al Meyer. Dall’azienda ospedaliero-universitaria del Meyer fanno invece sapere di non registrare particolari afflussi di bambini alle prese con l’influenza degli ultimi giorni. «Fra i più piccoli non abbiamo riscontrato particolari complicanze da pneumococco e polmoniti – spiega Massimo Resti, responsabile del reparto di pediatria medica del Meyer – visto che sono più coperti degli anziani. I bambini vengono vaccinati con il coniugato 13-valente, che protegge dai 13 più importanti pneumococchi».
Grazie a questa soluzione l’incidenza dell’influenza, nel tempo, è stata ridotta.
«Proteggendo i più piccoli si proteggono anche i nonni – continua Resti – visto che il bambino fa da untore e trasmette l’antinfluenzale a chi gli sta intorno, ma per lo pneumococco tutto ciò non funziona. Per questo – conclude il responsabile del reparto di pediatria medica del Meyer – anche per proteggere gli anziani serve il coniugato 13-valente. La scienza medica se ne sta rendendo conto».
 

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