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Toscana

Virzì e gli altri registi: non vietate il fumo in film e fiction

Il regista livornese Paolo Virzì
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Il regista livornese Paolo Virzì

Lettera dei registi italiani al ministero della salute. La Lorenzin replica: polemica sul niente

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FIRENZE. Non vietate il fumo nei film e nelle fiction: è il senso della lettera-appello che numerosi registi, da Francesca Archibugi a Paolo Sorrentino, da Gabriele Muccino a Paolo Virzì, da Mario Martone a Gabriele Salvatores, affidano alle pagine di Repubblica per scongiurare l'ipotesi di uno stop alle sigarette anche nel cinema d'autore e nella fiction, in nome della libertà dell'espressione artistica.
"Da qualche settimana - si legge nell'appello - circola un'idea che non sapremmo ancora se definire una proposta normativa, a quanto pare nata da un gruppo di oncologi insieme al Codacons, e ripresa dal ministro Lorenzin, che auspicherebbe di controllare, limitare o addirittura vietare l'uso del fumo delle sigarette dei personaggi di film italiani. Per onestà - ammettono i firmatari - questa ipotesi, questo provvedimento paventato, viene associato ad una serie di altri legittimi interventi indirizzati a contenere il danno del fumo negli spazi fisici: litorali, spiagge, auto con bambini a bordo".
Interventi in gran parte "sacrosanti", secondo i registi, preoccupati però che "possa venir fuori una norma che limiti in modo davvero ridicolo la possibilità di raccontare la vita delle persone nei film". Peraltro, sottolineano ancora, l'ipotesi circola "per fatale coincidenza" nei giorni in cui "siamo tutti scioccati da orribili eventi che feriscono a morte la libertà di espressione". Ma in serata il governo, per mezzo del ministro della salute Lorenzin, ha calmato gli animi: "Non c'è nessun divieto. Semmai invito il mondo dello spettacolo a prendere parte al dibattito sulla prevenzione", ha detto. 
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