Lutto
Autostrada a quattro corsie, basta rinvii per la Tirrenica
Il presidente della Regione Rossi a Grosseto: "Disponibile a qualunque soluzione". Senza questa infrastruttura per il governatore la costa è condannata alla marginalità
GROSSETO. "Un disastro per la costa non realizzare la Tirrenica". Il presidente della Regione, Enrico Rossi, a Grosseto a un'iniziativa di Cna, rilancia il progetto per completare l'autostrada che deve collegare Livorno a Roma. Quindi il nord con il Sud. Il corridoio da Genova a Napoli che nelle mappe dell'Europa figura come infrastruttura (di primaria importanza) da quarant'anni.
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Un buco di 146 chilometri
Finora è rimasta sulla carta, salvo pochi chilometri - quattro per la precisione - realizzati in zona Rosignano-San Pietro in Palazzi che agli automobilisti costano 60 centesimi di pedaggio. Quanto meno, dal primo gennaio questo pedaggio non risulta aumentato, nonostante il governo abbia autorizzato i concessionari a ritoccare le tariffe autostradali, in media, dell'1,5%. Una magra consolazione, considerando che l'unico tratto al momento in costruzione sulla Tirrenica è quello fra Civitavecchia e Tarquinia. Una volta completato, resterà il buco di 146 chilometri riempito dalla vecchia Aurelia fino a Grosseto e dalla variante Aurelia da Grosseto a Rosignano. Per questo Rossi rilancia: "Non si può continuare ad andare percorrendo sentieri. L'autostrada sulla costa serve. Tutti ci chiedono se l'infrastruttura verrà realizzata".
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Una domanda logica, visto che nei mesi scorsi nel decreto Sblocca Italia sono apparsi e scomparsi più di una volta 270 milioni di fondi pubblici promessi dl governo a sostegno del progetto. Sarebbero dovuti servire a far quadrare i conti di un'opera pubblica che dovrebbe costare fra 800 milioni e un miliardo e 200 milioni a seconda delle opzioni tecniche, del tracciato scelti. Quando alla fine il governo si è reso conto che neppure con questo sostegno, il progetto avrebbe retto dal punto di visto economico, ha eliminato il finanziamento e azzerato tutto pur confermando di considerare ancora "la Tirrenica un'opera di importanza strategica".
Senza Tirrenica costa condannata alla marginalità
Fino a quando l'infrastruttura non sarà realizzata, però, questa resterà (ancora una volta) una dichiarazione di intenti. Per questo Rossi da Grosseto osserva che "chi ha comandato in questi anni sulla Tirrenica se l'è cantata e suonata diverse volte. C'è un buco da Livorno a Roma e non costruire un'autostrada significa condannare il territorio della costa alla marginalità. Sarebbe un disastro per tutta la costa la mancata realizzazione del corridoio tirrenico". Tanto che il governatore si dice disponibile a valutare qualunque soluzione comporti la realizzazione di una "larga infrastruttura a 4 corsie capace di collegare Grosseto con Livorno, Pisa e Genova da una parte e con Roma e Napoli dall'altra". Anche Sat - Società autostrada tirrenica, titolare della concessione - sembra intenzionata a riprendere il ragionamento, ma solo una volta che avrà definito il proprio assetto societario. Non appena avrà liquidato i vari partner non più interessati a investire nell'infrastruttura. Quando il controllo sarà tornato di nuovo nelle mani di Autostrade per l'Italia (che oggi ha circa il 25%) il confronto con il governo da una parte, con la Regione e il territorio dovrebbe tornare a essere più semplice. Così, almeno, si ventila.
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