Il megaponte degli uffici pubblici in Toscana
Anche il 5 di gennaio cittadini in fila davanti agli sportelli chiusi. Una decisione presa per rispamiare. Resta aperta solo la protezione civile
Lunedì 5 gennaio, vigilia dell'Epifania, è stato un giorno da tregenda per i servizi pubblici al cittadino. Quasi tutto chiuso. Pochi impiegati al lavoro. Serrati i portoni del consiglio regionale di via Cavour e della giunta in piazza Duomo a Firenze. Sarebbe stata una spesa inutile – hanno fatto sapere dalla Regione - tenere accesi i riscaldamenti senza nessuno dentro a lavorare. L'unico rimasto aperto è stato il servizio di Protezione civile. Pronto ad intervenire in caso di emergenza 24 ore su 24.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.10610881:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2015/01/05/news/chiuso-il-centro-per-l-impiego-di-viareggio-la-rabbia-degli-utenti-1.10610881]]La serrata improvvisa del Centro per l'impiego di Viareggio. Il caso più clamoroso si è registrato a Viareggio. Il Centro per l'impiego è rimasto chiuso tutto il giorno, ma fuori dalla porta non c'era nessun cartello di avviso. In sostanza, una serrata dell'ufficio provinciale senza alcuna spiegazione plausibile che ha colto di sorpresa i cittadini in cerca di lavoro. "Io ero venuto anche venerdì 2 – ha raccontato un utente - e anche quel giorno gli sportelli non erano aperti. Ma non è mai stato messo un cartello che avvisasse le persone di questo mega-ponte. Torneremo mercoledì 7, speriamo di trovare aperti gli uffici". Altri utenti, però, non l'hanno presa con filosofia. E le ferie impreviste dell'ufficio del lavoro della Provincia hanno fatto salire la rabbia. E' finita così con un cartello carico di rancore e dagli improperi non riferibili, che è rimasto attaccato fuori dal Centro per l'impiego. Asciugata dai toni poco concilianti, la scritta intima rispetto per chi un lavoro non ce l'ha.
Il caso Tari a Rosignano. A Rosignano è scoppiato il caso Tari. Lunedì 5 l'ufficio tributi del Comune era chiuso e c'era un gruppo di persone davanti alla porta. Erano venute per ottenere spiegazioni sulle bollette arrivate in ritardo da pagare entro il 31 dicembre scorso. Non volevano certo pagare la mora per i ritardi e le ferie dell'ente pubblico. Ma non hanno ottenuto risposta. L'ufficio pagamenti tiene aperto solo un giorno e mezzo la settimana: il martedì, mattina e pomeriggio, e il venerdì mattina. Ma la Befana 2015 è caduta di martedì e il malcontento dei cittadini è al limite dell'esplosione. Lunedì 29 dicembre si è addirittura formato un corteo spontaneo di cittadini arrabbiati che dalla sede di via dei Lavoratori ha protestato fin sotto l'attuale palazzo civico.
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.10612359:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/cecina/cronaca/2015/01/06/news/tari-in-fila-davanti-all-ufficio-chiuso-1.10612359]]Il telefono pubblico rimbalza il cittadino. I telefoni hanno suonato a vuoto anche al Centro per l'Impiego di via Cavour a Firenze. Uno dei più frequentati a livello regionale. Eppure la centralinista del trasferimento di chiamata ha assicurato che l'agenzia è rimasta aperta tutto l'orario previsto. E' sembrato non esserci nessuno nemmeno agli uffici provinciali del Genio civile di Pistoia, Livorno e Pisa. Nessuno che abbia alzato la cornetta per rispondere. Eppure dalla Regione avevano dato per certo che sarebbero dovuti rimanere aperti. Come tutti i lunedì. Gli impiegati del Genio hanno l'obbligo di vigilare sulla pubblica incolumità nel caso di frane, alluvioni e terremoti. E la terra, se dice di tremare, non aspetta che passi il ponte della Befana.
L'Arpat a mezzo servizio. Dulcis in fundo, gli uffici della direzione dell'Arpat, l'agenzia regionale delle protezione ambientale in via Porpora a Firenze. Nella vigilia del lunedì 5 gennaio sono rimasti aperti, ma il personale era ridotto all'osso. L'impiegata che ha risposto al telefono era evidentemente imbarazzata. Si trovava al centralino al posto di una collega che si trovava in ferie. E non sarebbe dovuto essere quello il suo lavoro. E comunque sia non c'è stato verso di raggiungere al telefono nessun referente provinciale.
La protezione civile in funzione. L'unico servizio a rimanere davvero aperto è stata la Protezione civile. I referenti hanno sempre risposto al trasferimento di chiamata. Al comune di Pisa come alla Provincia di Lucca. La loro attività – hanno spiegato – non chiude mai. La difesa del suolo dalle frane, il pronto intervento su edifici scolastici pericolanti, il ripristino veloce delle strade non vanno mai in ferie.
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