Attenzione
Toscana Batticuore - Non andare
Il gioco tra i lettori "Toscana Batticuore", sui luoghi della nostra regione che tolgono il fiato - L'iniziativa
“È quasi notte, dove va?“ La voce del Vanin era seria. “Poco lontano, mi fermerò dove il mare ha eroso la strada”. Nel dirlo Lisa lisciò i jeans sulla coscia. Era così magra, ormai. Al vecchio fece pena. Stava morendo di una strana malattia, gli aveva detto sua moglie quando era arrivata da loro. Lì erano tutti veneti, in Maremma dal tempo del duce. Prima c’erano state malaria e terre da coltivare, poi il Parco e ora l’agriturismo. Ma niente era cambiato nel loro carattere, anche per ciò che riguardava il rispetto delle regole. Andare sulla spiaggia di notte con la luna piena non si doveva fare. E non perché lo vietassero le guardie del Parco. Quando era un ragazzo c’erano in giro voci sugli alberi che venivano dal mare, così bianchi e senza corteccia. Per Carlo erano buoni per nascondersi e fare capanne. Te ghe da ’scoltare to mama: no se pole ’ndare al mare co la luna. Lui però aveva ancora negli occhi il verde dei boschi veneti: quel grano giallo, che doveva mietere sotto al sole implacabile, lo detestava. Ma c’era la notte. Il verde della pineta lorenese che andava al mare, all’imbrunire nera e fresca. La sabbia bianca sotto ai piedi. E naturalmente i tronchi bellissimi. Al ricordo ancora il cuore gli doleva. Con la luce della luna, quegli alberi morti e senza corteccia avevano ripreso la vera forma, che nessuno di giorno poteva vedere. Lì venivano loro, da tutti i mari del mondo, per morire. E lui le aveva viste. “Ora devo andare” gli disse lei. Il vecchio la guardò meglio. “Sa, ogni notte sogno di venire qui” aggiunse. E si incamminò piano. Allora lui capì. Mossa dall’istinto, si sarebbe sdraiata sulla spiaggia e le gambe si sarebbero unite in una pinna. E al mattino, sulla spiaggia di Alberese, ci sarebbe stato un tronco in più.
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