Gioco
Forza Italia attacca Rossi ma il Pd farà quadrato anche in caso di rinvio a giudizio
La deposizione della sentenza che assolve l'ex dg dell'Asl massese apre di fatto la campagna per le elezioni regionali. Il centrodestra all'attacco sulla gestione della sanità, ma il centrosinistra punterà sulla conferma del governatore
La Befana è arrivata in anticipo per Stefano Mugnai, consigliere regionale di Fi, vicepresidente della commissione sanità, da sempre agguerrito accusatore del governatore Enrico Rossi. Cavallo di battaglia: il “buco” di bilancio da 420 milioni dell’Asl di Massa. «Una bomba, una bomba», gridava ieri mattina Mugnai, uno dei possibili candidati del centrodestra alla guida della Regione. E la “bomba”, ovviamente politica e mediatica, per il bellicoso consigliere di Forza Italia è la deposizione dalle motivazioni alla sentenza con cui nel febbraio 2014 il gup di Massa, Alessia Solombrino, ha assolto l’ex direttore generale dell’Asl massese Antonio Delvino nell'ambito del procedimento sul “buco” di bilancio. Il nocciolo della sentenza, sostiene Mugnai, darebbe ragione alla sua battaglia e alle risultanze della commissione d’inchiesta condotta da un altro consigliere di Fi, Jacopo Ferri.
«L’attività giudiziaria va nella direzione che avevamo sempre ipotizzato. I responsabili indicati da Rossi escono di scena uno ad uno e il cerino in mano rimane alla Regione da un lato col tandem Donati-Persiani (rispettivamente, responsabile finanziario e consulente della Regione, ndr), dall'altro con il referente politico Enrico Rossi assessore alla sanità proiettato sullo scranno di governatore della Toscana proprio cavalcando l'onda dei pareggi contabili della sanità toscana», sostengono Mugnai e Ferri.
Delvino assolto e Rossi alla sbarra? Mugnai e Ferri questo non lo dicono. Ma sottolineano come la sentenza evidenzi le responsabilità quantomeno politiche della Regione sia a livello politico che dirigenziale.
E poichè Rossi è diventato presidente della Regione anche sulla scia di una buona fama conquistata anche in ambienti nazionali di centrodestra (ad esempio l’ex ministro Giulio Tremonti non ha mai nascosto il suo apprezzamento per la gestione delle Asl toscane), ecco che mostrare oggi che il re è nudo, che Rossi non ha poi così governato bene la sanità toscana, può rappresentare per il centrodestra il cavallo di battaglia delle prossime elezioni regionali. Soprattutto se Rossi venisse rinviato a giudizio.
Se nel centrodestra si spara contro la Regione, nel centrosinistra silenzio su tutta la linea. «Io sono avvocato e le sentenze le commento solo dopo averle lette», fa sapere la vicepresidente renziana Stefania Saccardi.
Al Tirreno risulta che anche in caso di rinvio a giudizio, se mai ci sarà, soprattutto in campagna elettorale, la linea del segretario regionale del Pd Dario Parrini è quella della difesa della candidatura di Rossi. Forse anche questo spiega la replica del governatore molto formale, senza enfasi, sicura di sè, in cui Rossi ribadisce (vedi articolo a parte) la linea difensiva sempre affermata.
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