«Qualcuno ci sorveglia mentre scriviamo. La madre. Il maestro. Shakespeare. Dio». (Martin Amis)
Chissà chi ha sorvegliato Alessia, Roberta e Afrisio, l’estate scorsa, quando hanno preso parte al nostro concorso del Batticuore. Certo i sorveglianti hanno fatto bene il loro lavoro. Hanno ispirato tre persone, tre delle centinaia e centinaia che hanno deciso di mettersi in gioco inviando un loro testo al Tirreno. Alessia La Villa, Roberta Lepri e Afrisio Ferretti hanno fatto battere il cuore nella loro scrittura e questo ritmo cardiaco ha lasciato il segno sulla giuria. Hanno vinto dei bellissimi premi ma soprattutto hanno conquistato l’apprezzamento di chi ha letto i loro racconti. Ecco le loro storie.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10623325:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/01/07/news/toscana-batticuore-ecco-i-vincitori-1.10623325]]Alessia, l’isola, il carcere. «Questo testo ha un'ultima riga felicissima, il che in un racconto brevissimo è quasi tutto»: è un’annotazione di Giampaolo Simi, l’affermato scrittore che anche quest’anno si è messo a disposizione per collaborare con noi nella selezione e nella scelta del più meritevoli. E in effetti è proprio così: “Il vento” è ben scritto e... benissimo concluso. Alessia La Villa ha trentotto anni ed è “adottata” dalla città di Livorno dal 2010. È lei stessa a descriversi: «Lavoro come educatrice al carcere delle Sughere. Un lavoro che ho voluto con tutta me stessa e che non cambierei mai. Quando non lavoro, adoro viaggiare, andare al cinema, leggere, ascoltare musica e scrivere (soprattutto scrivere mentre ascolto della buona musica)». La nostra vincitrice ama scrivere, è ovvio. «Lo faccio da quando ho capito che esistono un'infinità di storie con la s minuscola che hanno solo bisogno che qualcuno abbia voglia di dar loro una voce...» “Il vento”, dunque, è il racconto migliore per la nostra giuria, quest’anno composta da Simi e da Raffaele Palumbo, il direttore del laboratorio di scrittura creativa Qwerty. Un tandem confermatissimo rispetto alle scorse edizioni. Ma quali sono le radici del racconto primo classificato? «Sarebbe troppo facile pensare che il mio racconto nasca solo dalla mia esperienza in carcere - dice Alessia La Villa - in realtà questo testo scaturisce dall'infinita bellezza di Gorgona, della sua natura, dei suoi tramonti ma anche delle sue storie. Le storie degli uomini che abitano quest'isola, di quelli che ci lavorano, di quelli che sull'isola scontano una condanna, dei loro figli. È soprattutto di loro che non ci dobbiamo dimenticare, di tutti quei bimbi che silenziosi ogni settimana entrano in un carcere per incontrare i loro papà e le loro mamme. Verso di loro non dobbiamo mai voltare lo sguardo dall'altra parte. Per le loro storie ci deve sempre essere una voce!».
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Roberta, che bella atmosfera. “Non andare” farà... andare Roberta Lepri in vacanza premio. Nata nel 1965 a Città di Castello (Pg), la nostra seconda classificata è in Maremma da quando aveva quattro anni. Attualmente vive e lavora a Grosseto. Laurea in Lettere cum laude all'Università di Siena, si occupa di amministrazione nell'azienda di famiglia; e scrive, da sempre. Roberta è una vera habituée dei premi letterari: ne ha vinti numerosi di quelli riservati agli inediti, sia con racconti che con romanzi. «Dal 2003 ho pubblicato cinque romanzi e una raccolta di racconti. Attualmente pubblico per Avagliano editore. Il prossimo romanzo dovrebbe uscire in tarda primavera, si intitolerà Balene». C’è anche un sito, dove si possono leggere dettagli e recensioni: www.robertalepri.com In collaborazione con i due colleghi scrittori Gianluca Meis e Anna Wood, Roberta cura il blog letterario #Svolgimento (www.svolgimentoblog.com) e collabora con Barbara Garlaschelli nel suo blog Sdiario (www.sdiario.com), su cui tiene una rubrica di racconti dal titolo #Amoridimerda. «Faccio parte di ScuolaTwain, un progetto che riunisce scrittori, registi, editor, parolieri e che si occupa di tenere corsi di lettura e scrittura gratuiti nelle scuole che lo richiedono. Attualmente sto seguendo un progetto al liceo scientifico Guglielmo Marconi di Grosseto con il prof.La Mantia». Solo scrittura? Mica tanto. «Sono istruttore subacqueo e perciò amo immergermi ma adoro anche andare a cavallo, cosa che faccio regolarmente con gli amici butteri del Bivacco. Ho un figlio che si chiama Dario e un bassotto di nome Prince». Fin qui, l’autrice. E l’opera? I nostri giurati sono stati colpitio dalla bellissima atmosfera del testo. «Ho scritto questo racconto per parlare della spiaggia di Alberese e delle emozioni che questo luogo riesce a trasmettermi da sempre. Conosco bene la storia di emigrazione dei veneti di quelle zone, tanto simile a quella raccontata da Pennacchi in Canale Mussolini (libro che adoro) e volevo rendere loro omaggio.Cercavo però qualcosa che fosse insieme storia e suggestione, e allora ho virato sul fantastico, un genere che ogni tanto frequento. E dentro ci ho messo un vero veneto, il Vanin, mio carissimo amico libraio alla Ubik di Castelfranco. Il racconto è dedicato a lui».
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[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10612101:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.10612101:1652139045/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Afrisio, con quel nome un po’ così. Chissà quanti glielo avranno detto, e chiesto, ad Afrisio Ferretti: perché ti chiami così? Così, per fare una cosa... “letteraria”, abbiamo deciso che a noi non interessa. “ Bugie in libertà” ha un titolo perfetto : è questo il racconto che ha garantito a questo nostro lettore il terzo posto del podio. Una medaglia di bronzo molto prestigiosa. Afrisio Ferretti. Quando gli abbiamo telefonato nella sua Pistoia e gli abbiamo comunicato che era finito tra i primi tre, Ferretti non ha nascosto la sua grande soddisfazione. Poi ci ha raccontato qualcosa di sé. «Ho sessantasei anni e nella mia vita ho viaggiato tanto, in lungo e largo per l'Italia, avendo svolto il lavoro di agente di commercio. Stando molto tempo solo in macchina, ho avuto spazio a mille pensieri... Non avendo l'arte della pittura ho scritto tanti “scherzi poetici” e me li sono tenuti sempre nel cassetto, al massimo ho fatto leggere qualcosa ai miei familiari. E ro in ferie al mare, allo stesso ombrellone da cinquantadue anni! Quando ho letto di questo concorso e sapendo che tutti avrebbero trasmesso il proprio talento letterario sugli amori marini e montani, mi è venuta questa idea che s'intonava al “batticuore” in maniera diversa; quì a Pistoia c'è inciso al vecchio ospedale il “Fregio Robbiano” dove sono esposte in ceramica invetriata le sette opere di misericordia; ho parlato di quella formella di visitare i carcerati , quell'opera forse più difficile a farsi. Un altro “scherzo”, magari un po’ più serio». Afrisio ha anche altre passioni. E soprattutto ha alle spalle una storia di sofferenza e di vittoria. «Il mio hobby preferito - spiega - è stato quello di giocare a calcio ed invecchiando ho giocato fino a cinquantacinque anni a calcetto, poi una brutta malattia mi ha fermato; per fortuna c'era la medicina giusta e dopo aver perso tutti i capelli e la forza di prima, il computer mi ha aiutato a scrivere sempre di più, per diletto, piccoli racconti».
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