Sicurezza
Neonata lasciata nella culla per i bambini non desiderati
È il primo caso nell'ospedale di Careggi. La piccola è in buone condizioni di salute e adesso per lei partiranno le procedure per l'affidamento
FIRENZE. Abbandonata nella culla termica dell'ospedale fiorentino di Careggi: un chilo e 700 grammi, una nascita prematura, è la prima neonata lasciata nella "ruota", proprio come accadeva in passato quando le famiglie più povere deponevano lì i loro bambini perché non potevano permettersi di sfamarli. La ruota "supermoderna" e degli anni Duemila, dotata di tutti i confort, è stata installata nel policlinico del capoluogo toscano nel 2012, ma da allora nessuno l'aveva mai utilizzata. Il giorno di Capodanno i medici hanno sentito squillare il telefono collegato ai sensori della culla ed hanno subito prestato soccorso alla piccola, proprio come accadeva fin dal '400 nel vecchio ospedale degli Innocenti in piazza santissima Annunziata; allora ad avvertire le suore era una campanella che suonava perché collegata da una corda al cilindro di legno dove venivano deposti i piccoli.
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La bambina è in buone condizioni di salute ed è stata trasferita fin da ieri sera nel reparto di terapia sub-intensiva dove dovrà restare alcune settimane, hanno fatto sapere i medici. "La piccola, di origine caucasica, sarà monitorata per alcune settimane soprattutto perché non ne conosciamo la storia", ha spiegato il professor Carlo Dani, primario della neonatologia di Careggi, secondo il quale la piccola potrebbe essere stata abbandonata proprio nel suo primo giorno di vita e quindi potrebbe essere venuta alla luce nell'ultimo giorno del 2014. Per la "trovatella" di Capodanno, depositata nella culla nell'anonimato, si apriranno ora le pratiche per l'adozione e potrà contare su una famiglia che l'accoglierà.
[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10595910:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2015/01/02/news/benvenuta-piccola-un-babbo-e-una-mamma-ti-stanno-aspettando-1.10595910]]La culla termica dell'ospedale fiorentino, così come ce ne sono ormai in diverse parti d'Italia, è stata realizzata nell'ambito del progetto "Ninna ho", promosso dalla fondazione Francesca Rava e dal network Kpmg. È attrezzata e riscaldata, dotata di particolari sensori che attivano cinque telefoni di allarme e collegata a un monitor tramite una webcam. In corrispondenza dell'accesso ci sono una tapparella automatica termo-isolata, un citofono di comunicazione collegato con il reparto di terapia intensiva neonatale e un pulsante di comando, premendo il quale la tapparella si solleva, consentendo così di deporre il neonato. A Firenze l'accesso alla culla è stato sistemato sul retro del reparto maternità dell'ospedale, in un luogo particolarmente isolato e protetto. Nessuno quindi può aver visto chi ha lasciato la piccola Daniela, trovata con una tutina addosso e avvolta in una coperta.
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Il progetto "Ninna ho" ha consentito di allestire culle termiche, oltre che a Firenze, anche a Varese, Milano, Padova, Parma, Roma e Napoli. Finora però sono state utilizzate solo in pochi casi, mentre sono ancora molti i bambini fatti nascere in ospedale e poi abbandonati subito dopo la nascita nell'anonimato della madre, così come previsto dalla legge. A Careggi, ad esempio, sono circa 10 l'anno.
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