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L'EDITORIALE / Ma è falso dire che il lavoro è a rischio

Omar Monestier
L'EDITORIALE / Ma è falso dire che il lavoro è a rischio

Il direttore del Tirreno risponde a una lettera delle rsu dell'amministrazione provinciale di Livorno sul tema dei tagli alle Province

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Pubblico questa fra le molte mail ricevute sul tema annoso delle Province perché mi pare la più significativa sotto vari aspetti. Uno, il principale, è che in questo Paese non si ascolta e non si legge l’opinione altrui. Questa lettera ne è la rappresentazione. Si parte lancia in resta contro l'avversario, rispondendo ad accuse che non sono nemmeno state profferite. Si glissa così sui principi più elementari della dialettica in base alla quale, in modo faticoso, ma fruttuoso, si risponde alle argomentazioni altrui prima di aggiungerne altre. Come ebbi a scrivere, capisco ogni lavoratore che tenta di difendere il posto di lavoro. Comprendo e giustifico tanta gente costretta a gesti plateali per avere un po’ di attenzione da questi politici crapuloni che negli ultimi vent'anni non ne hanno aggiustata una, ma, via, che i dipendenti pubblici possano essere licenziati in massa mi pare un po’ ardito da sostenere.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10566220:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2014/12/27/news/la-lettera-non-siamo-un-ente-inutile-1.10566220]]

Non ricordo, a memoria, tagli sostanziosi di organico in Comuni, Province, Regioni, Stato mentre ho davanti a me ogni giorno pacchetti di 300, 400 lettere di fine rapporto inviate da aziende in procinto di abbandonare l'Italia. È falso che i lavoratori provinciali saranno licenziati. Saranno ricollocati o pensionati. Vorrei che le Rsu avessero il coraggio di dire il contrario davanti ai 448 del call center People care, buttati via come carta straccia alla vigilia di Natale, oppure ai 400 della Trw il cui stabilimento ha sospeso la produzione. Ai provinciali il Governo e la Regione Toscana hanno fornito ampie rassicurazioni, garantendo che nessuno resterà per strada. Fanno bene i sindacati a dubitare, è il loro mestiere. Su questo sono d'accordo con loro. Invece, se vogliono continuare a sostenere che le Province sono essenziali io confermo il mio dissenso. Nella estenuante e finora inutile caccia ai centri di spesa forse sarà stato colpito solo questo, che è il più debole, e ciò può essere deprecabile, è vero, ma da qui a dire che le Province offrono servizi senza i quali la qualità della vita degli italiani peggiorerà ce ne corre.

Le Rsu ci rammentano la quantità di attività delle quali si occupano. Non spiegano quanto costano e che grado di efficienza raggiungono e neppure se esse sono utili. La mia sensazione è che le Province abbiano tradito la funzione iniziale, trasformandosi in centri di potere interessati a fare interposizione fra i Comuni e le Regioni, fino a interpretare il piacere immenso che la classe dirigente prova nell'occuparsi di funzioni altrui. Ciò genera concorrenza impropria, contenziosi perenni, fino a diventare la base dello stallo sul quale pullula il malaffare. Questa è una responsabilità della politica, non dei dipendenti delle Province. Lo ricordai, a quanto pare inutilmente.

Io non ridicolizzo i lavoratori delle Province e non uso l'espressione "fannulloni". Credo, e non da ora, che le Province vadano chiuse. Le loro funzioni cancellate (promozione turistica) o restituite alle Regioni (lavoro, opere pubbliche). Sono per l'abolizione delle Comunità montane e spero che il numero dei Comuni si riduca drasticamente. Accetto per vera la dichiarazione che la qualità dell'attività delle Province sia altissima e non intendo addentrarmi in una disputa con i lavoratori. Ho cercato di spiegare loro che in Italia si muore per eccesso di spesa pubblica, per l'enorme quantità di danaro che viene buttato via nella creazione di stipendifici ed enti che nessuno controlla. Ogni centro amministrativo si inventa procedure e regolamenti che servono solo a complicarci la vita, a generare perdite di tempo e quintali di carte bollate. Prima di tagliare le Province si poteva sforbiciare altrove? Sì. È quel che il Governo, con o senza Matteo Renzi, sarà costretto a fare, dopo le Province, per racimolare risorse. La festa è finita.
 

P.S.: Noto che, pur oberati da lavoro e responsabilità, molti dipendenti provinciali trovano il tempo per scrivermi un identico messaggio (che recita più o meno così: siamo tutti d'accordo con le Rsu), usando l'account personale di posta elettronica (nome.cognome@provincia.livorno.it), per una sorta di spamming assai poco professionale.
 

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