Lutto
La senatrice di Carrara contro la legge di Stabilità: video virale sul web
Laura Bottici denuncia i commi fantasma della norma. Il governo non li trova, ma approva lo stesso il provvedimento e poi lo corregge
ROMA. Sul web il video è già virale. In pochi giorni ha fatto il giro della rete: quasi 1 milione e 800mila visualizzazioni. La voce di Laura Bottici, senatrice di Carrara a Cinque Stelle, questore a palazzo Madama, membro della commissione Bilancio e Finanze, mette il dito in una piaga della legge di Stabilità. I commi, nel testo presentato in aula - esordisce nell'intervento, pochi giorni prima di Natale, sono 755: com'è possibile, allora, che si faccia riferimento, in alcuni passaggi della legge ai commi 767 e 768?
Per un attimo in aula, di sottofondo, si sentono solo risatine. La registrazione del dibattito le coglie bene. Si afferra anche l'imbarazzo del governo che non sa spiegare che cosa sia accaduto al testo licenziato dalla Camera. Una svista, sicuramente. Il presidente del Senato, Pietro Grasso, che presiede la seduta, cerca di tranquillizzare il clima; "Un attimo, stiamo verificando". Ma le parole di Laura Bottici, ormai, hanno fatto il loro effetto: "Io ho ascoltato tutto con attenzione e ho notato che al comma 738 (della legge di Stabilità) si fa riferimento al comma 768 e al comma 739 si fa riferimento al comma 767. peccato che la legge abbia solo 755 commi. A che cosa ci stiamo riferendo? Qualcuno me lo può spiegare? Oppure si riscrive la legge, almeno per chi ha intenzione di votare a favore. Alemo si smette di prendere in giro chi ci paga per stare qui".
In effetti, la verifica scatta. Il governo cerca di capire che cosa sia accaduto. Una voce - non viene inquadrata a chi appartiene nella ripresa, la camera è fissa su Grasso che cerca di tenere l'aula - replica: "Si tratta evidentemente di errori materiali. Io sto cercando da solo di correggerli. Sto cercando di capire a quali commi si facesse riferimento". Queste parole fanno rumoreggiare l'aula. Ma la voce del governo prosegue: "E' evidente che si tratta di errore materiale, ma in questo momento non sono in grado di dire a quale comma si faccia riferimento".
In soccorso, comunque, arriva il presidente Grasso che chiude la questione: "La responsabilità del testo è del governo e il governo provvederà in sede di...". La parola non è chiara. Di sicuro nel testo licenziato dal Senato, agli articoli 738 e 739 sono spariti riferimenti ad ulteriori commi e si parla solo di questioni finanziarie. Quindi il testo è stato risistemato. Questo, però, non placa le ire del Movimento Cinque Stelle che vengono sintetizzate nell'intervento del senatore Giuseppe Vacciano, componente della commissione Finanze e Bilancio di palazzo Madama che prende la parola subito dopo la collega Laura Bottici. "Ma che vuol dire che il governo si assume la responsabilità di un testo che è scritto con i piedi? Come si può mettere la fiducia su un testo al quale mancano dei pezzi? Di che cosa dobbiamo discutere? Di un testo che non è neppure completo? Siamo davanti a un governo che si è allontanato per telefonare e chiedere dove sono le pagine del provvedimento".
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