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Edilizia popolare, ecco la riforma
La Regione Toscana: avremo più giustizia sociale
FIRENZE. "Più efficacia e giustizia sociale" per le case popolari in Toscana: la giunta regionale ha approvato la proposta di legge di riforma del sistema Erp, che passerà ora all'esame del Consiglio. "Per l'accesso al sistema di edilizia popolare - ha spiegato la vicepresidente Stefania Saccardi - con il nuovo testo si richiedono stabile presenza sul territorio, rispetto della legalità, accertamento dell'effettiva consistenza patrimoniale, la non titolarità di beni immobili su tutto il territorio nazionale e all'estero, nonchè la verifica del valore delle automobili e degli altri beni mobili registrati".
L'Isee sarà lo strumento che servirà' a valutare le caratteristiche economiche per accedere agli alloggi. Verrà rafforzato il requisito di impossidenza, ovvero la mancanza assoluta di diritti di proprietà o di diritti reali di godimento su beni immobili sul territorio nazionale ed estero. Sarà inoltre necessaria l'assenza di occupazioni abusive sia di alloggi di edilizia residenziale pubblica sia di beni di proprietà pubblica o privata, nei 5 anni precedenti la presentazione della domanda.
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"La riforma - ha affermato Saccardi - nasce dalla necessità di affrontare le principali problematiche emerse in tutti questi anni e suggerire gli opportuni interventi di adeguamento ad una normativa ormai incapace di rispondere alle istanze dei nostri territori. Di fronte ad una situazione in cui le risorse sono ridotte e le risposte limitate il rigore nelle regole di assegnazione e gestione del patrimonio di edilizia pubblica diventa non solo rispetto di procedure ma elemento di giustizia sociale".
Secondo la Regione, la riforma consentirà di valutare meglio, rafforzandole, le situazioni socio-economico-familiari (come la presenza di anziani o di persone con handicap) mentre saranno ridimensionate le condizioni per situazioni contingenti come provvedimenti di sfratti per morosità (per i quali sarà prevista comunque una riserva specifica del 25% degli alloggi) e per particolari condizioni abitative, alloggi impropri o antigienici, sovraffollamento. Saranno dati punteggi aggiuntivi per chi risiede nell'ambito territoriale da più di 10 anni e per la presenza continuativa in graduatoria. Il canone di locazione minimo verrà rideterminato in 40 euro mensili. Ogni anno sarà verificata la permanenza dei requisiti di assegnazione. Alle normali cause si aggiungono rifiuto di dare attuazione ad un provvedimento di mobilità su iniziativa d'ufficio, sopravvenuta titolarità di un diritto di proprietà, uso, usufrutto, abitazione, situazione economica pari al doppio del limite previsto per l'accesso, disponibilita' di beni mobili con valore superiore al 25% del limite per l'accesso, violazione delle disposizioni in materia di variazione del nucleo familiare e di ospitalità temporanea, con cessioni a terzi dell'alloggio.
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