Proteste
Cani e gatti in ospedale: via libera della Toscana
La Regione approva il regolamento per le visite in corsia degli animali domestici. Ma stabilisce anche condizioni restrittive, nel rispetto dei malati, degli altri pazienti e degli stessi animali
FIRENZE. Il nostro Fido potrà venire in ospedale a trovarci se siamo ricoverati. Ma a certe condizioni. La Regione ha varato le regole "per l'accesso degli animali d'affezione in visita ai degenti". La delibera della giunta fa riferimento a varie leggi sia nazionali che regionali, in cui si riconosce che il rapporto affettivo tra il paziente e il proprio animale deve essere valorizzato perché può accelerare la guarigione. Si invitano perciò le strutture sanitarie ad agevolare il contatto dei pazienti, specie se anziani e bambini, con il proprio animale da compagnia. L'obiettivo, infatti, è fare in modo che la presenza dell'animale al capezzale del malato lo aiuti a superare il momento difficile.
Tutto questo potrà avvenire secondo alcune regole. Eccole:
- Gli animali dovranno essere quelli che vivono nelle famiglie dei pazienti ricoverati nelle strutture sanitarie.
- Dovranno essere iscritti all'Anagrafe animali d'affezione.
- Il loro accesso in ospedale sarà consentito secondo le procedure indicate dalla direzione sanitaria, che dovrà disciplinarlo con uno specifico regolamento interno.
- I sanitari dovranno valutare la compatibilità dello stato di salute dei pazienti, e quindi i benefici derivanti dalla presenza dell'animale d'affezione.
- La richiesta di accesso dovrà essere presentata all'Unità operativa dal paziente stesso o da un suo familiare.
- In ciascuna Unità operativa sarà ammesso un animale per volta, con tutti i supporti adeguati (collari, pettorine, guinzaglio, disponiiblità di una museruola, ecc.).
- Un incaricato mostrerà il percorso da seguire e la saletta dove l'incontro potrà avvenire.
- In ogni azienda sanitaria dovrà essere creato un pool multidisciplinare di operatori adeguatamente formati.
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