Il Tirreno

Toscana

Supermercati aperti a Natale? Un'idea che divide

Stefano Taglione
Il volantinaggio di protesta dei lavoratori Conad
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Il volantinaggio di protesta dei lavoratori Conad

Migliaia di commenti e lettori schierati su fronti opposti: dopo la decisione (poi rimangiata) di alcuni supermercati Conad di restare aperti il 25 dicembre, il dibattito tra i lettori si infiamma su Facebook

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Migliaia di commenti, uno dei temi più discussi degli ultimi mesi sulla pagina Facebook del Tirreno. Il lavoro nel giorno di Natale ha letteralmente infiammato gli animi dei nostri lettori. La prospettata apertura del 25 dicembre di quattro supermercati a marchio Conad (poi revocata) a Bonascola, Castelnuovo Magra, Lerici e Carrara ha provocato una marea di proteste e lunghissime discussioni sui social network. Nei tanti messaggi pubblicati dagli utenti sotto i nostri post leggiamo i pensieri di coloro che sono a favore delle serrande abbassate (la maggior parte) e quelli scritti da altri – sempre numericamente rilevanti – che invece pur di lavorare lo farebbero anche per Natale, Capodanno e Ferragosto. I temi a sostegno dell’una e dell’altra tesi sono i più disparati, ma comunque condivisibili.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.10538575:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2014/12/21/news/lavoro-i-supermercati-aperti-per-natale-e-scoppia-la-guerra-1.10538575]]Si va dalla cristianità allo stare insieme in famiglia. C’è chi invece fa distinzione fra le professioni fondamentali che non si possono mai fermare (medici, infermieri, poliziotti o vigili del fuoco) e tutte le altre. «Io sono infermiera – racconta Simonetta – e se sono di turno non esistono feste o ponti. Vi assicuro che, se si potesse, si starebbe tutti a casa. Io quest'anno ho potuto e ho preso l’aspettativa. Ci sono posti di lavoro in cui si sa che tocca andare anche di festa, ma chi è che a Natale va alla Conad o alla Coop? Piuttosto andate a trovare un anziano della vostra famiglia, un nipote. Andate a vedere un tramonto, un presepe. Riprendetevi la vostra umanità». D’accordo anche Elena. «I supermercati o simili non hanno bisogno di lavorare a Natale o nelle feste comandate. C’è chi vuole distruggere tutta la nostra cristianità con scuse stupide».

Sandra, invece, di distinzioni non vuole parlare. «Che differenza c'è fra un lavoratore di un supermercato e un lavoratore di un albergo, bar, ristorante od ospedale? Il mondo a Natale non si ferma e i lavoratori sono tutti uguali. Magari io potessi lavorare il 25 dicembre – conclude –: il problema è che non ce l'ho un lavoro». Come lei, altri disoccupati criticano le prese di posizione di sindacati e lavoratori. Su Facebook a commentare sono anche molte mogli di impiegati della grande distribuzione o della ristorazione, che di festività libere – a loro dire – ne hanno poche. «Mio marito lavora sempre in un bar durante le feste – scrive Maria – e se ne potrebbe fare a meno. La colazione ve la fate a casa, così anch'io ho la famiglia riunita». Luca, invece, fa il cuoco e sa già che ogni Natale lo passerà a lavoro. «Vogliamo parlare di noi? – commenta lo chef –. La mattina di Natale vado a lavoro presto per riempire le pance dei clienti. Il Natale era sacro: adesso è una gran macchina commerciale».

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10538588:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2014/12/21/news/l-opionione-per-favore-niente-ipocrisia-1.10538588]] [[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10538576:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2014/12/21/news/l-opinione-ma-basta-avere-un-frigorifero-1.10538576]]

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