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Mps alle prese aumento tra incognite vertici e fusione

La sede di Mps
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La sede di Mps

In attesa dell'ok Bce a capital plan a Siena monta il toto-nomine

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MILANO. L'avvicinarsi del nuovo maxi aumento di capitale del Montepaschi, chiesto dalla Bce per colmare il deficit patrimoniale emerso dagli stress test, fa sorgere più di un'incognita intorno al futuro della banca che per Natale potrebbe regalarsi altri 3 miliardi di accantonamenti in bilancio. In tanti si chiedono infatti se con la ricapitalizzazione fino a 2,5 miliardi di euro si affacceranno nuovi azionisti di peso nell'orbita di Siena; se l'assetto di comando resterà invariato con Alessandro Profumo e Fabrizio Viola alla guida di Rocca Salimbeni; e se col nuovo anno ci sarà un'eventuale fusione. Domande a cui non è ancora possibile dare delle risposte certe anche se in questi mesi si è detto di tutto e il contrario di tutto. Certo è che in molti scommettono su un ricambio al vertice magari per effetto d'un colpo di mano del nuovo patto di sindacato che lega la Fondazione Mps e i suoi due alleati sudamericani Btg Pactual e Fintech.

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Altri, invece, credono che possa essere proprio un segnale di continuità la scelta di confermare la gestione nelle mani dell'attuale management. Come noto il rinnovo del consiglio d'amministrazione è in calendario ad aprile, un mese che si posiziona esattamente in mezzo tra le due finestre possibili per lanciare la maxi-ricapitalizzazione. Lo stesso Viola aveva dato come indicazione generica quella di varare l'operazione a marzo o a maggio. Pertanto la soluzione più prudente sarebbe quella di lanciare l'aumento post rinnovo Cda in modo da ridurre il rischio instabilità dettato dall'imminente ricambio degli amministratori, offrendo così al mercato un quadro definitivo su quello che sarà la gestione dell'istituto nel prossimo triennio.

A tutto questo si somma poi l'ipotesi mai tramontata di nuovi soci. Ubs e Citigroup sono stati incaricati dalla banca di sondare il terreno e una risposta potrebbe arrivare a gennaio insieme al via libera definitivo della Bce al capital plan. E in questo scenario la finestra dell'aumento che si aprira' in primavera rappresenta l'occasione giusta per far entrare un nuovo socio strategico di lungo periodo. Non va escluso però che i giochi si chiudano, così come avvenuto nell'ultima ricapitalizzazione da 5 miliardi, con l'integrale sottoscrizione dell'aumento da parte della comunità finanziaria indistinta.

Gli stessi analisti ritengono che il valore attuale del Montepaschi in Borsa sia ancora alto per rendere la banca un target appetibile da parte di un concorrente. Da tempo circolano nomi di diverse banche nazionali ed estere (da Intesa Sanpaolo a UniCrediti fino al Santander e Bnp Paribas) che potrebbero guardare verso Siena ma nessuna di queste ha mai manifestato interesse. Almeno per ora. Va detto poi che l'aumento da 2,5 miliardi, che equivale su per giù alla capitalizzazione dell'istituto a Piazza Affari, avrà un effetto altamente diluitivo per i soci e potrebbe aprire facilmente nuovi scenari nell'azionariato.

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