Il Tirreno

Toscana

Natale: festa o no?

L'opinione 1 - Per favore, niente ipocrisia

Danilo Fastelli

Natale è il lavacro delle coscienze: possiamo non andare mai a messa, piazzare i bambini alla tv per pomeriggi interi e fregarcene del prossimo tutto l'anno. Ma a Natale…

2 MINUTI DI LETTURA





Il mio primo giorno di lavoro come sostituto redattore in un giornale fu un 24 dicembre. Non ricordo di essermi sentito violentato nel mio diritto al riposo e a santificare le feste con “i miei”. Pensai invece che mi stessero dando l'occasione di cambiare un pezzetto della mia esistenza e passai un Natale felice. Ero (più) giovane e cercavo un lavoro: quel giorno lo avevo trovato. Ero anche ingenuo perciò non sapevo che tante altre Vigilie, Natali e Capodanni mi aspettavano al computer. Lavorare quando gli altri si riposano non mi pesa. Credo sia perché faccio un mestiere che mi fa sentire utile.

[[atex:gelocal:il-tirreno:regione:toscana:1.10538576:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/toscana/2014/12/21/news/l-opinione-ma-basta-avere-un-frigorifero-1.10538576]]

Sì, un po' mi spiace per la mia famiglia che già non mi vede spesso: il Natale è una bella occasione per ritrovarsi, ma un altro giorno va bene lo stesso. Non amo le abbuffate, faccio regali in date a caso e non ho bisogno di sentirmi attraversato da un qualche spirito speciale per essere più buono. Il Natale non mi rende migliore. Non sono credente (sono agnostico). Non ho fatto l'albero e in casa mia non brilla una lucina in più. Non mi sento però una brutta persona: rispetto e capisco quelli che vogliono passare il Natale a casa, chiedo rispetto e comprensione se dico che del Natale non me ne importa niente.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.10538575:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2014/12/21/news/lavoro-i-supermercati-aperti-per-natale-e-scoppia-la-guerra-1.10538575]]

Leggo sulla pagina Facebook del Tirreno il dibattito duro tra chi a Natale lavora o lavorerebbe e chi invece rivendica il diritto a stare a casa. Sia chiaro che questo diritto non è in discussione, nessuno deve essere costretto. Ma intravedo in certe arringhe sulla santità della Festa un po’ d’ipocrisia: a Natale vogliamo che siano al loro posto non solo quei lavoratori dei servizi essenziali, i trasporti, la sanità, la sicurezza. Ci piace anche trovare un ristorante e un cinema aperto. Il barista ha diritto anche lui alla fetta di panettone, però il caffè lo andiamo a prendere lo stesso, lo diamo per scontato. Perché il barista sì e la cassiera no?

Natale è il lavacro delle coscienze: possiamo non andare mai a messa, piazzare i bambini alla tv per pomeriggi interi e fregarcene del prossimo tutto l'anno. Ma a Natale…

Ps: Lavoro anche questo 25 perché il mio giornale ne ha bisogno e mi paga.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa