Sicurezza
I comandamenti di Benigni "Solo la bellezza ci salverà"
Ma politici e imprenditori violano le regole. Il web si divide
ROMA. E' una vecchia battuta di Woody Allen che più o meno diceva «Non ti sopporto perché ti credi tanto un Dio!» «Beh, dovrò pur prendere un modello a cui ispirarmi, no?». Roberto Benigni deve averla presa alla lettera. Già giocate le carte della Divina Commedia, dell’inno nazionale, della Costituzione, eccolo tornare in tv con i 10 comandamenti. Con lui, Roberto, protagonista, e il Padreterno a fare da spalla per un monologo di un’ora e mezza filata (che prosegue stasera con la seconda parte) che illustra una per una le leggi dettate a Mosè sul monte Sinai. Una bella prova d’attore, non c’è che dire, anche se inevitabilmente manca il brio, l’energia degli anni migliori. L’entrata in scena burattina al suono della solita marcetta non basta a far suonare i campanelli pavloviani e a riallacciare le sinapsi col vecchio scatenato saltimbanco che ci ha fatti impazzire sul finire del millennio.
La tirata è lunghissima sì, ma pacata, molto ben studiata (almeno sulla memoria il comico di Vergaio non ha mai avuto e non ha problemi) ed esaustiva. Ed esausti se ne esce al termine, in un modo o nell’altro: qualcuno stanco ma felice, altri neanche quello.
Al centro di una grande scenografia in legno, Benigni tiene la sua meticolosa lectio magistralis al popolo del piccolo schermo, la parola d’ordine ripetuta più volte è un invito: “Guardate la bellezza...”. E le gag, dopo le premesse iniziali, sono solo un modo di tener viva l’attenzione. Si sorride, a tratti. Ma con un sottofondo di tristezza. Sarà perché l’equazione fra il Benigni sessantenne e quello trentenne rimanda a quella fra giovani e anziani. I primi vogliono cambiare il mondo, ed esplodono tutta la loro rivoluzionaria energia. Che poi inesorabilmente appassisce come un fiore, a favore del moderato, pacato riformismo (nella migliore delle ipotesi) dei secondi. Magari sereni e sorridenti se nella vita le cose sono andate bene, e da parte ci sono un po’ di soldini. E' nella logica delle cose, tutto normale, pure troppo. Di certo Cioni Mario di questo Roberto Benigni diffiderebbe.
«Ho il cuote che va a tremila – esordisce il comico – sono felice di essere a Roma, di vedervi tutti a piede libero, siete gli unici in città, è stata una fatica trovare tutte queste persone incensurate. Del resto qui hanno saputo che avrei fatto lo spettacolo sui 10 comandamenti e hanno fatto in modo di violarli proprio tutti. Ma ora parliamo della Bibbia, sennò si parla solo di Rebibbia».
I 10 comandamenti, va avanti Benigni , sono un argomento delicato, «Stasera o mi arrestano per vilipendio alla religione o mi fanno cardinale. Stasera risponderemo a tutte le domande, e se Dio c'è, lo definiamo una volta per tutte. Noi italiani poi la religione ce l'abbiamo nel cuore. Nemmeno certi preti e cardinali ce l'hanno fatta a sradicarcela, ce l'hanno messa tutta ma non ci sono riusciti.Stasera vi invito tutti a credere in Dio, lasciatevi andare, Dio c'è. Quando si va al cinema vediamo Batman e l'Uomo Ragno e per due ore ci crediamo, non mi farete storie su Dio? Allora, Dio c'è. E a questo abbiamo risposto. Non è che si può parlare di Dio rimanendo uguali. Bisogna ritornare tutti bambini, quando si capiva tutto: mia madre mi diceva “imparale ora le cose, poi da grande non ci capirai niente” Mia madre era una santa, non faceva miracoli solo per modestia».
E poi via con la storia di Mosè e dei 10 comandamenti. Con qualche colpo d’ala che rimanda ai giorni nostri. «La libertà è faticosa – dice – non c'è niente di più difficile che imparare a essere liberi: a volte non manca la libertà mancano gli uomini liberi». O anche «I 10 comandamenti hanno a che fare col prossimo, e ancora oggi amare gli altri è una cosa rivoluzionaria. Siamo pieni di idoli: soldi, potere, successo, popolarità, sesso, droga. Sempre ad occuparci di noi e mai degli altri». E avanti così fino al termine di questa prima serata seguitissima anche sul web. Dove i commenti si sono equamente divisi fra i pro er i contro.
A partire da Twitter. Vediamone alcuni.
Non so a voi, ma a me è venuta voglia di infrangere tutti e 10 i comandamenti. #IDieciComandamenti
— Zip (@ZipSatiraLampo) December 15, 2014
"Natale sul Sinai", il telepanettone di Benigni #diecicomandamenti
— Fulvio Abbate (@fulvioabbate) December 15, 2014
Essere liberi non è facile. Essere liberi vuol dire crescere. #IDieciComandamenti #Benigni @RaiUno
— Luciano Cannito (@LucianoCannito) December 15, 2014
La bellezza di #Benigni che spiega renderebbe affascinante qualsiasi argomento... #DieciComandamenti @RaiUno
— Emilio F. Torsello (@emilioftorsello) December 15, 2014
La grandezza di questo piccolo grande uomo #IDieciComandamenti pic.twitter.com/z4szNNfAK6
— paolaperego (@peregopaola) December 15, 2014
Dobbiamo parlare di Bibbia no di Rebibbia ( #MafiaCapitale )😂 #IDieciComandamenti
— Rossella Brescia (@rossbrescia) December 15, 2014
#Benigni come #Berlusconi : unto dal Signore! Benigni, ma chi te l'ha raccontate ste minchiate? Dio!!! ???
— marta djok (@MartaDjok) December 15, 2014
Ché, poi, le cose che sta dicendo #Benigni un catechista di media intelligenza le direbbe senza aver distrutto una foresta intera e gratis.
— Rocco Longo (@RoccoLongo) December 15, 2014
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